DOM, 21 OTTOBRE 2018

A Canicattì l’iniziativa ‘Lettere a Francesca’ in ricordo di Enzo Tortora – Video

A 35 anni da quell’arresto avvenuto a Roma al mattino del 17 giugno 1983, di Enzo Tortora se ne continua a parlare e questa volta di fronte ad un pubblico di giovanissimi, grazie all’iniziativa “Lettere a Francesca” svoltasi questa mattina a Canicattì. (scorri per leggere il resto)
A Canicattì l’iniziativa ‘Lettere a Francesca’ in ricordo di Enzo Tortora – Video

Non solo l’errore giudiziario più grave della storia della Repubblica Italiana, ma anche il ricordo di un uomo, di una star, di un detenuto innocente che promette di battersi fino all’ultimo non solo per dimostrare la sua estraneità alle accuse ma anche per difendere “coloro che parlare non possono”. A 35 anni da quell’arresto avvenuto a Roma al mattino del 17 giugno 1983, di Enzo Tortora se ne continua a parlare e questa volta di fronte ad un pubblico di giovani, giovanissimi, grazie all’iniziativa “Lettere a Francesca” svoltasi questa mattina presso il Teatro Sociale di Canicattì. Si è trattato di uno dei diversi appuntamenti inseriti nel cartellone degli incontri previsti per la “Settimana della Legalità 2018“, organizzata dall’amministrazione comunale di Canicattì in memoria dei Giudici Saetta e Livatino.

“Mi tiene in piedi, solo, la volontà di dimostrare a quelli che amo, di essere innocente, e di uscirne a testa alta. Ma è stato atroce, Francesca: uno schianto che non si può dire. Ancora oggi, a sei giorni dall’arresto, chiuso in questa cella 16 bis, con altri cinque disperati, non so capacitarmi, trovare un perché, una ragione: trovo solo un muro di follia. Se è possibile questo, Francesca, è possibile tutto”, Enzo Tortora in “Lettere a Francesca”.

“E’ importante che i giovani conoscano questa figura, questo personaggio che è morto prima che loro nascessero, perché è giusto affidare anche a loro il testimonio di questa battaglia per la giustizia che ha avviato Enzo Tortora”, ha affermato la compagna di Tortora, Francesca Scopelliti, presente oggi all’incontro. “Credo che in un paese come il nostro che patisce una perdita di riferimenti culturali, sociali, etici e di buona condotta, la storia di Enzo ed il suo esempio possano essere una buona lezione di vita”. Nel corso dell’incontro sono altresì intervenuti Carlo Turchetti, economista; Giorgio Varano, Responsabile Comunicazione UCPI (Unione Camere Penali Italiane) ed il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura.

Foto e Video

 

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