MER, 14 NOVEMBRE 2018

E già non se ne parla più

Viadotti, viabilità e necessità di chiarezza: che fine ha fatto il dibattito sorto ad Agrigento sull'onda dell'emozione per la tragedia di Genova? (scorri per leggere il resto)
E già non se ne parla più

E’ delle scorse ore la notizia che il viadotto lungo la SS 640 nei pressi di Maddalusa non avrebbe alcun problema. Nella settimana precedente l’associazione MareaAmico aveva diffuso alcune foto circa lo stato in cui versano i piloni, denunciando una situazione di evidente degrado. L’Anas, da parte sua, ha affermato che lo stato dei piloni non pregiudica la staticità della struttura.

Si tira senza dubbio un sospiro di sollievo, ovviamente dopo quanto accaduto a Genova l’ente preposto alla manutenzione delle strade non avrebbe interesse a dichiarare cose non veritiere e dunque il piccolo ma importante viadotto tra le contrade Caos e Maddalusa può essere percorso tranquillamente.

La tematica inerente tale ponte ha comunque riacceso, seppur brevemente, l’attenzione sulla nostra viabilità. Purtroppo, stando ai recenti fatti, il timore che i dibattiti circa questa importante tematica si limitassero esclusivamente al periodo dell’emozione della tragedia di Genova si è puntualmente dimostrato veritiero. Dopo il crollo del ponte Morandi nel capoluogo ligure, avvenuto lo scorso 14 agosto, per circa un mese Agrigento è tornata a discutere sull’opportunità o meno di mantenere in piedi il “suo” viadotto Morandi.

L’Akragas I, questa la denominazione ufficiale, è chiuso da più di un anno. Transenne, cartelli oramai sbiaditi che indicano deviazioni ed erbacce: la struttura in superficie si presenta così. L’arteria collega il quartiere di via Esseneto con Villaseta e Porto Empedocle e da anni si discute della sua pericolosità e del suo impatto ambientale. L’episodio di Genova ha riacceso i riflettori, specie dopo la nuova diffusione delle immagini che hanno mostrato le condizioni di alcuni dei piloni.

Tra agosto e settembre ad Agrigento non si è parlato d’altro: ponte sì o ponte no? C’è chi ha proposto il potenziamento della viabilità alternativa, c’è chi invece ha definito “scellerata” l’idea di demolirlo. Alla fine, dopo una riunione tenuta al comune lo scorso 7 settembre, si è optato per il via alle procedure volte a spendere i trenta milioni di Euro per la sua messa in sicurezza, con l’Anas e gli altri enti preposti che al contempo si sono impegnati per la progettazione di arterie alternative.

Ma ad oggi non se ne parla più: verranno davvero progettate le viabilità alternative? E’ stato già avviato l’iter per la messa in sicurezza? Che fine ha fatto il dibattito che aveva preso piede ad Agrigento? E soprattutto, la politica quale decisione ha preso in definitiva? Perchè è chiaro che, al netto del parere dei tecnici, la decisione sull’assetto futuro della viabilità di un territorio non può che essere di natura soprattutto politica. Il viadotto Morandi infatti, sia che rimane e sia che venga abbattuto, fa parte di un preciso e determinato contesto viario che deve essere in grado di ridisegnare gli assetti di Agrigento e del suo hinterland. Non può, in poche parole, il viadotto essere preso soltanto come una singola opera quasi scorporata dal suo contesto. Questo vale, come detto, sia per le ipotesi di demolizione che di (difficile e costosa) messa a nuovo.

E’ bene esigere, dalla politica e dagli altri enti, chiarezza. La stessa che ci deve essere per il ponte Petrusa, di cui ancora non si conoscono i tempi esatti della ricostruzione. E questa opera è forse ancora più importante del Morandi, mettendo in comunicazione Favara con i quartieri a nord di Agrigento ed il centro di Agrigento con la SS 640 e con strutture strategiche quali il carcere. Si sa che dovrà essere ricostruito e tornare alla sua funzione di sovrappasso della SS 640, ma ad oggi per l’appunto non si conoscono i tempi della sua cantierizzazione.

A Porto Empedocle poi, c’è già un semaforo sulla SS 115 lungo il viadotto Salsetto. Si effettuano sondaggi in vista dei lavori di recupero, ma anche altri viadotti di questa arteria dovrebbero subire opere di manutenzione straordinaria secondo l’Anas. In poche parole, attorno ad Agrigento la situazione viaria appare sempre più precaria, tra lavori, opere mai progettate e mancanza di chiarezza su più fronti. La politica, in tal senso, batta un colpo. Tramontata l’emozione per Genova, non si può esaurire l’attenzione su alcuni degli elementi più importanti del nostro territorio.

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