VEN, 16 NOVEMBRE 2018

Si prova a tornare alla normalità

Una provincia, quella di Agrigento, spesso divisa in campanilismi che sabato si è ritrovata unita dalla paura e dai timori del maltempo: un'esperienza, quella provata, che dovrebbe spingere verso la tutela del territorio. (scorri per leggere il resto)
Si prova a tornare alla normalità

Cammarata colpita dal maltempo: foto di Repubblica Palermo 

Si contano i danni, si guarda alle ferite fisiche e dell’animo di un territorio che ha vissuto uno dei fine settimana più difficili degli ultimi anni. La provincia di Agrigento tocca con mano la sua vulnerabilità a 48 ore da un maltempo che, pur se annunciato, ha ugualmente scosso i suoi abitanti.

Non c’è stato paese, comune, comunità, che non ha incontrato difficoltà durante i due giorni di intensi temporali: chi ha avuto le piazze allagate, chi le strade di accesso impraticabili, chi ancora crolli di tetti e muri perimetrali. In poche parole una provincia spesso così divisa, come quella agrigentina, si è ritrovata accomunata dalla paura e dai timori legati a pioggia e fango.

Poi c’è chi anche piange dei morti, come nel caso di Cammarata. In paese sarà lutto cittadino, la scomparsa dei due coniugi inghiottiti dalla piena in contrada Sant’Onofrio ha sconvolto tutti. L’episodio appare come l’esempio classico di come, nel giro di pochi minuti, la normalità possa essere stravolta portandosi via a volte anche intere vite ed intere storie.

Cammarata risulta poi gravemente danneggiata e colpita anche in paese: molti negozi sono allagati, anche in questo lunedì le strade risentono del maltempo, in tanti hanno ancora in mente e negli occhi le terribili ore passate sperando che la pioggia potesse placarsi. In quelle ore sui social, dalla vicina Casteltermini, qualcuno scriveva di vere e proprie situazioni di panico perchè l’acqua aumentava tra le vie del paese, portando anche al crollo di un muro dello stadio, e la pioggia non smetteva.

Dai Monti Sicani alla costa, è tutto un susseguirsi di paesaggi contrassegnati da frane, fango e smottamenti, oltre che di danni alla viabilità. Anche i treni oggi sono stati fermi, così come appare chiusa la SS 189 tra Vicari e Lercara Friddi. A Sciacca oltre a fare il punto della situazione sui danni, c’è anche chi ringrazia cielo e fortuna per aver risparmiato una città che sabato, ad un certo punto, sembrava letteralmente circondata dall’acqua. Ma nella città termale monta anche la rabbia: a rimanere sott’acqua sono state le stesse vie, le stesse zone e gli stessi quartieri del novembre 2016. Segno che la manutenzione non è stata fatta e che in due anni nessun cantiere per la messa in sicurezza è stato avviato.

A Menfi invece si lodano gli “eroi del gommone”, coloro cioè che assieme ai vigili del Fuoco hanno portato in salvo con un canotto diversi cittadini al Lido dei Fiori. Anche qui l’acqua aveva raggiunto livelli mai visti, così come nella vicina valle del Belice, dove l’omonimo fiume è esondato in più punti procurando allarme e paura.

Anche nel capoluogo si contano i danni: sono 25 le famiglie fuori casa per l’esondazione dell’Akragas, anche se la situazione si sta normalizzando. In via Teti, in via Olimpo ed in via Apollo il fango è ancora ben presente, diverse famiglie hanno perso mobili ed alcuni appartamenti sarebbero anche impraticabili.

Si cerca adesso di tornare alla normalità: domani, per la prima volta da giovedì, le scuole saranno aperte in tutti i comuni della provincia di Agrigento. Oggi chi è tornato in ufficio non ha parlato d’altro, così come nei bar e nelle piazze: la paura di quelle ore surreali è ancora ben presente, è più difficile da smaltire del fango. Un’esperienza, quella vissuta dalla provincia di Agrigento, che dovrebbe in qualche modo scuotere cittadini ed enti e capire finalmente che il territorio è un valore quasi sacro da salvaguardare e che questo, di fatto, non è soltanto un elemento puramente estetico. Ne va della sicurezza, dello sviluppo e della stessa economia di un’intera regione.

Ma spesso l’onda emozionale ha la stessa durata di un’onda di piena: arriva, travolge, lascia attoniti ma, una volta passata, cade subito nel dimenticatoio.

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