MAR, 11 DICEMBRE 2018

“Voleva favorire istituto vigilanza privata”: manette per un ex assessore di Naro

L'accusa per lui è di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro. (scorri per leggere il resto)
“Voleva favorire istituto vigilanza privata”: manette per un ex assessore di Naro

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno sottoposto agli arresti domiciliari Francesco Lisinicchia, ex componente della giunta comunale di Naro con delega all’Urbanistica, all’Edilizia Pubblica e Privata, ai Rifiuti e al Servizio Idrico Integrato.

L’accusa è di tentativo di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro. Il provvedimento, emesso a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, fa riferimento ad una serie di pressioni esercitate dall’amministratore pubblico nei confronti del titolare della ditta concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti, al fine di ottenerne la promessa di stipula di un contratto di guardiania, per oltre 65 mila euro annui, a favore di un compiacente istituto di vigilanza privata del palermitano.

Tutto nasce dalla denuncia di Giuseppe Romano, titolare di una ditta che si è aggiudicata l’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti a Naro. L’imprenditore gelese avrebbe subito pressioni da parte dell’ex assessore, il quale avrebbe più volte insistito per far in modo che la ditta sottoscrivesse il contratto da 65mila Euro sopra citato. Lisinicchia avrebbe paventato il pericolo in merito eventuali incendi a danno del materiale portato a Naro dall’imprenditore gelese, tra cui mastelli per un valore complessivo di quasi 100mila Euro.

Lisinicchia avrebbe inoltre fatto presente che, grazie a quel contratto insistentemente chiesto, avrebbe potuto assicurare “protezione” ai mezzi dell’imprenditore, allontanando anche gli spettri di eventuali ritorsioni mafiose. L’ex assessore narese inoltre, scrivono Carabinieri e Procura, era in rapporti di collaborazione occulta con un istituto di vigilanza privato. Sarebbe stato questo istituto a ricevere tutti i benefici del contratto di 65mila Euro proposto da Lisinicchia. Una “combutta” in piena regola, a cui l’imprenditore di Gela si è opposto denunciando il tutto ai Carabinieri. Da qui l’inchiesta che ha portato all’arresto di questo giovedì.

LA PRECISAZIONE DEL COMUNE DI NARO – “In relazione alle odierne notizie di stampa circa l’arresto di un assessore del Comune di Naro, ho il dovere di precisare che l’assessore interessato è stato, a suo tempo, revocato dall’incarico.”

A parlare, tramite una nota stampa, è il sindaco di Naro Lillo Cremona: “Con mia determinazione del 9 novembre scorso – continua infatti il primo cittadino – ho provveduto a revocare d’ufficio l’assessore di cui trattasi, odiernamente agli arresti domiciliari,  poiché egli aveva  manifestato divergenze politiche rispetto ai componenti della maggioranza consiliare che sostiene l’attuale amministrazione.”

Redazione

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