MAR, 11 DICEMBRE 2018

Maxi blitz contro cosa nostra: 46 arresti, a Palermo era tornata “la cupola”

Settimo Mineo era il boss incaricato di gestire la fase postuma alla morte di Totò Riina a Palermo ed in provincia. (scorri per leggere il resto)
Maxi blitz contro cosa nostra: 46 arresti, a Palermo era tornata “la cupola”

Il 28 maggio scorso gli inquirenti a Palermo notano un qualcosa di strano: come scrive LiveSicilia, quel giorno molti boss contemporaneamente si rendono irreperibili, violando in quelle ore la sorveglianza speciale. Evidentemente, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, da qualche parte in provincia di Palermo si sta tenendo una riunione di capi mafia.

Ed in effetti, dopo mesi di indagini, arrivano le conferme. La mafia dopo la morte di Totò Riina, stava provando a riorganizzarsi ed a Palermo venivano tirate fuori vecchie regole e vecchie abitudini, a partire dalla restaurazione della cupola.

Sarebbe stato involontariamente Francesco Colletti, boss di Villabate, ad indirizzare gli inquirenti verso questa ricostruzione: è lui infatti a parlare della riunione delle famiglie mafiose della provincia di Palermo al suo autista, mentre viene intercettato. Da qui le indagini che portano alla scoperta del tentativo di ripristino della vecchia cupola di cosa nostra.

A presiedere la riunione delle famiglie più importanti del palermitano, è stato Settimo Mineo. Si tratta di un boss storico, uomo di esperienza e dunque in grado di farsi rispettare tra i nuovi capi mafia della provincia. Attorno alla sua figura la mafia a Palermo provava ad entrare definitivamente nella fase post Riina: il boss di Corleone, anche durante il 41 bis a cui era sottoposto, non ha mai mancato di essere un punto di riferimento quale leader dell’organizzazione malavitosa. Con la riunione presieduta da Settimo Mineo a maggio, doveva quindi partire definitivamente la nuova fase di cosa nostra.

Ma i Carabinieri sono riusciti a stroncare tutto sul nascere. Non solo Settimo Mineo, ma anche altri 45 soggetti sono stai arrestati nelle scorse ore dagli uomini dell’arma. Mineo è del quartiere di Pagliarelli, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire le ragnatele del potere mafioso anche in altri storici mandamenti di Palermo e della provincia.

Redazione

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