MAR, 11 DICEMBRE 2018

C.V.D.: come volevasi dimostrare

Anche sui singoli casi sono i social ad alimentare spesso dibattiti e "teatrini". (scorri per leggere il resto)
C.V.D.: come volevasi dimostrare

Giusto nelle scorse ore si era scritto circa l’uso spropositato che la politica agrigentina, di ogni posizione e colore, fa dei social. E la conferma alle parole contenute nell’editoriale di lunedì è prontamente arrivata.

Al post, pubblicato sulla pagina Facebook di InfoAgrigento.it, circa la notizia inerente la perdita di alcune buste contenente la differenziata appena raccolta da un camion, tra i commenti spicca quello dell’assessore Nello Hamel. Il contenuto del commento è un comunicato stampa redatto da Gianni Mirabile, amministratore delegato Sea, con il quale la società si scusa verso la città per quanto accaduto.

 

La nota, riportata anche all’interno dell’articolo in questione, è stata integralmente riproposta dall’assessore come un banale commento sul social più famoso. Nulla di scandaloso, ci mancherebbe. Né tanto meno si vuole rimarcare qualcosa contro Nello Hamel, il quale sotto il profilo umano forse a tratti è meritevole di solidarietà per aver messo sempre la faccia in prima persona beccandosi a volte anche insulti. Ma, dopo aver letto il commento, è venuta in mente l’espressone che spesso si usa in matematica: C.V.D., ovvero “Come Volevasi Dimostrare”.

Ancora una volta si sceglie Facebook per effettuare delle comunicazioni, per di più l’assessore si è trasformato in questa occasione sui social come portavoce di un’azienda che già, con i consueti metodi di un normale comunicato stampa, aveva comunicato da qualche ora la propria posizione. Tutto questo non per alimentare un caso che, al di là degli aspetti tragicomici, appare comunque secondario rispetto ai problemi riscontrati in questi giorni sulla differenziata e non solo. Anzi, forse quel telo che sarebbe stato necessario stendere nella parte retrostante di quel camion è meglio stenderlo anche su questo caso ed evitare di continuare a far parlare di singoli casi specifici, su cui si rischia poi il solito “curtigliu” in salsa giurgintana.

È bene però evidenziare quanto sopra per poter richiamare, in qualità della funzione che ha un organo di informazione, grande o piccolo che sia, al semplice buon senso. E dunque, un appello affinché si spenga Facebook, si spenga per un attimo la connessione e si riporti il dibattito nelle sedi deputate (risulta, ad esempio, che il consiglio comunale stenta da mesi a trattare anche singole interrogazioni). Il concetto, è bene ribadirlo, non vale per la persona dell’assessore in questione ma è un appello generale: si torni al buon senso, si torni a trattare di argomenti realmente importanti. Facebook stimola soltanto insulti, comportamenti non consoni e confusione. E, ad onor del vero, lo stesso Hamel ne è vittima visto che spesso viene apostrofato con insulti alla persona ovviamente censurabili. Ma i politici diano il buon esempio: per le comunicazioni ufficiali esistono i comunicati, le note, gli avvisi e quant’altro. I social, se si vuole evitare di scadere nel ciarpame, tornino ad essere utilizzati al massimo per chiarire qualche aspetto o qualche concetto. Diversamente ci si troverà, come organo di informazione, a dover dare maggiore credito ai post su Facebook piuttosto che agli atti comunali. Circostanza che genererebbe confusione tra i cittadini ed effetti non certo lusinghieri e positivi per gli stessi amministratori.

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