LUN, 24 GIUGNO 2019

Agrigento è di chi la ama

Che barba, che noia. Alla fuga di cervelli, preferisco i cuori che rimangono. Contro la cultura del "cu nesci arrinesci". (scorri per leggere il resto)
Agrigento è di chi la ama

Avevo 18 anni quando sono andata via da Agrigento, perché? È un passaggio inevitabile, purtroppo, per chi vuole proseguire la propria formazione dopo le scuole superiori e approdare all’università. Sono arrivata in Toscana con una valigia colma di sogni, con la consapevolezza di essere fortunata ad avere alle spalle una famiglia che mi poteva sostenere nei miei studi lontana dalla mia città, dalla mia terra, dalle mie radici, che non ho mai dimenticato nemmeno per un secondo. La mia identità di agrigentina l’ho manifestata con orgoglio e difesa con veemenza quando l’ho ritenuto opportuno, quando “ah sei siciliana?” e a questa domanda seguiva il connubio SICILIA=MAFIA, o Sicilia=Ignoranza.

Non dimenticherò mai, un ragazzo toscano che meravigliato diceva al suo amico “è siciliana ma parla bene in italiano” e la mia rabbia nel sentire quella frase, e l’inutile puntualizzazione su Federico secondo di Svevia, su Cielo D’Alcamo e via dicendo. Per anni mi sono chiesta perché Manzoni fosse andato a sciacquare in panni nelle limacciose acqua dell’Arno e non avesse optato per un bel bagno nel nostro luccicante mare africano.

È vero la Sicilia, Agrigento sono anche incuria e malaffare, scarso senso civico, ma non solo, e quando avevo interlocutori abbastanza intelligenti da capire questo concetto, raccontavo cosa significa essere siciliani e vivere un una terra straordinaria.

Sono tornata in Sicilia dopo qualche anno, ho completato qui i miei studi, mi sono laureata a Palermo, che mi ha accolto come solo una madre che non vede da tanto una figlia poteva fare, bella e generosa, accogliente sopra ogni cosa mi ha fatto scoprire tanti di quei tesori e di quelle bellezze che mi sono detta ma perché sono scappata? A volte è un passaggio obbligato per sopravvivere, me ne rendo conto, qui manca il lavoro, le infrastrutture, i servizi più elementari. E penso a tutti i miei amici che lavorano fuori ma che se potessero tornerebbero senza pensarci due volte.

Da quando sono tornata non ho visto di certo le cose andare meglio, anzi l’ho vista peggiorare questa dannata Terra. Ma i semi migliori crescono in questo posto.

Mi fa rabbia pensare che nessuno si occupi di chi decide di rimanere qui, perché è a queste persone che si deve dare voce, che faticando il doppio di chi “va fuori”, ricevono la metà, dovendo buttare giù bocconi amari, dovendo lottare contro un sistema che ce la mette tutta a fare scappare i propri figli.

Ci vuole amore e coraggio per rimanere qui, per scegliere di volere bene a questo posto.

Questa città non si è appiattita culturalmente, ci sono un sacco di agrigentini che ogni giorno si spendono per questa città.

Gli intellettuali, supposti o presunti tali, dovrebbero accostarsi a questa città con meno spocchia.

Sono diverse le attività, le associazioni e i gruppi spontanei che promuovono la cultura, e forse sarò troppo poco radical chic e vi chiedo scusa per questo, ma per me la cultura passa attraverso l’enogastronomia, passa attraverso la musica, attraverso i libri, l’architettura, le arti grafiche in tutte le sue declinazioni.

E perdonatemi se le mie parole, sono semplici, non troppo ricercate perché sono un’umile donna agrigentina, una di quelle che è tornata e si sente fortunata a vivere nel posto più bello del mondo. Non posso farvi inebriare con la poesia, perché ho scritto un paio di volte la lisca della spesa e solo qualche racconto, che parla di Sicilia, manco a dirlo.

A 34 anni ho scelto Agrigento e la sceglierei ancora, in questo momento potrei raccontarvi del ruolo maieutico che solo un’arancina calda mangiata fronte mare può svolgere egregiamente, ma ho le mani unte e quindi mi congedo con l’odore del ragù che mi invade le “nasche”.

Monica Brancato

 

 

 

Redazione

InfoAgrigento WebGiornale è una testata giornalistica nata del 2008, con ambito di interesse geografico legato alla provincia di Agrigento ed al contesto dell'informazione siciliana.

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