VEN, 22 NOVEMBRE 2019

Niente tirocinio per richiedenti asilo in procura, probabile stop al protocollo

Lo stop dovuto ad un cavillo del recente decreto sicurezza. (scorri per leggere il resto)
Niente tirocinio per richiedenti asilo in procura, probabile stop al protocollo

Subirà probabilmente uno “stop” il protocollo che si sarebbe dovuto firmare fra la Procura della Repubblica di Agrigento e la Caritas per l’impiego di sei giovani richiedenti asilo volontari all’interno degli uffici della stessa Procura.

I sei ragazzi diciannovenni avrebbero dovuto prendere servizio grazie ad una intesa tra Procura e Caritas; si sarebbero dovuti occupare dell’archivio, dello spostamento dei faldoni, e avrebbero dovuto collaborare con le cancellerie. A far saltare probabilmente il tutto, un cavillo del “Decreto Salvini” – come si apprende dall’Adnkronos -.

Oggi dunque il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, il magistrato che ad agosto, ha indagato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, per sequestro aggravato nell’ambito dell’inchiesta sulla nave Diciotti, a meno di sorprese dell’ultimo momento – sempre secondo quanto riportato dall’AdnKronos -, non firmerà l’accordo. L’incontro fra le parti si sarebbe dovuto svolgere nella giornata odierna nei locali della Procura; da un lato, il Procuratore Luigi Patronaggio, dall’altro Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento, e Lorenzo Airò, presidente dell’associazione “La mano di Francesco”, che gestisce il centro nel quale sono ospitati i migranti coinvolti nell’iniziativa.

La Procura di Agrigento, come si apprende, sta “ancora verificando i requisiti di legge, sia della onlus che dei richiedenti asilo”.

“Con l’introduzione del decretro Salvini – si legge sul sito dell’AdnKronos – si ipotizza che le condizioni preesistenti per l’intesa non sussistano più, poiché i giovani migranti, che avrebbero dovuto prestare la propria opera a titolo gratuito, adesso rischiano o l’espulsione oppure il trasferimento nei ‘Siproimi’, cioè gli ex Sprar, acronimo di Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. La principale differenza tra i due sistemi risiede proprio nel fatto che, a partire dall’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, i beneficiari delle attività di integrazione e di inclusione sociale precedentemente offerte a richiedenti asilo/rifugiati nell’ambito del sistema Sprar saranno solo i titolari di protezione internazionale, ovvero coloro i quali hanno titolo definitivo a permanere sul territorio nazionale”.

Redazione

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