GIO, 18 APRILE 2019

“Dinamiche di comunicazione familiare”, successo per il Convegno dell’ANDE ad Agrigento- Interviste

Al centro del dibattito, organizzato dalla sezione di Agrigento dell'ANDE, la "rivoluzione sociale" realizzata dai nuovi mezzi di comunicazione e le sue ripercussioni sui rapporti umani, a partire da quelli familiari. (scorri per leggere il resto)
“Dinamiche di comunicazione familiare”, successo per il Convegno dell’ANDE ad Agrigento- Interviste

Quali sono le forme di comunicazione utilizzate dall’uomo? Come sono cambiate nel corso degli anni? Sono stati questi gli interrogativi posti nell’ambito del convegno “Dinamiche di comunicazione familiare”, svoltosi ieri pomeriggio presso la Biblioteca comunale “Franco La Rocca” e organizzato dalla sezione di Agrigento dell’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici), presieduta dalla Dott.ssa Carola Depaoli. Un interessante momento di confronto tra esperti che ha visto come relatori due professionisti, con esperienze in ambito sociologico e familiare, parlare di un argomento di strettissima attualità. Sono intervenuti all’incontro anche l’assessore comunale Nello Hamel e l’editore di “Medinova” Atonio Liotta.

Al centro del dibattito, moderato dalla giornalista Daniela Spalanca, la “rivoluzione sociale” realizzata dai nuovi mezzi di comunicazione e le sue ripercussioni sui rapporti umani, a partire da quelli familiari. In una società, definita da Bauman sempre più “liquida” e virtuale, lo sviluppo delle nuove tecnologie contribuisce a creare un paradosso che è sotto gli occhi di tutti: ci troviamo immersi in un “eccesso di comunicazione” ma siamo sempre più soli. E’ questo perché, secondo i relatori presenti all’incontro, le tecnologie hanno trasformato radicalmente il nostro modo di vivere, spingendoci a costruire quello che Bauman chiamava “giardino perfetto”, nonché a circondarci di rapporti spesso “usa e getta”: liquidi, passeggeri, virtuali.

Se, per un verso, si riconosce quasi all’unanimità la crescente “invadenza” del linguaggio digitale sempre più idoneo ormai a sostituire quello reale, per altro, non si è sempre consapevoli delle insidie che in esso possono annidarsi, soprattutto a danno dei più piccoli. E’ per questo che, come ribadito dal sociologo e docente universitario Francesco Pira, occorre partire dai genitori attraverso un’apposita “scuola” che possa informarli costantemente sulle potenzialità insite negli strumenti tecnologici dati in mano ai propri figli.

In tal senso, come sottolineato altresì dalla Dott.ssa Arianna Tornambé, psicologa dell’Istituto SIF di Agrigento, l’approccio primario nell’educazione dei figli dovrebbe consistere nell’anteporre al rimprovero o al divieto il proprio “esempio” da adulto: l’invito al bambino a trascorrere meno tempo al computer o sui social può avere una scarsa efficacia se il genitore non è disposto a fare lo stesso.  Un invito alla “responsabilizzazione” comune ma anche una importante presa di coscienza di fronte ad una “fiumana”, quella del progresso, che occorre imparare a cavalcare se non si vuol finire travolti.

Guarda le interviste a margine del convegno:

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