GIO, 18 APRILE 2019

Ipab Villa Betania, l’intervento della Cisl

La nota del segretario provinciale della Cisl di Agrigento (scorri per leggere il resto)
Ipab Villa Betania, l’intervento della Cisl

“Un’altra occasione perduta nel consiglio comunale di Agrigento ieri sera per la seduta che doveva affrontare e risolvere la vertenza Villa Betania”.

Lo afferma il segretario provinciale della Cisl di Agrigento, Maurizio Saia che aggiunge: “Si è dibattuto molto, senza mai affrontare il vero problema che vede in difficoltà le Ipab siciliane. È necessario mettere ordine ed analizzare cosa è accaduto per arrivare ad una soluzione. L’Ipab Villa Betania, in data 8 febbraio 2019 ha subito un controllo amministrativo a carattere igienico sanitario, da parte del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri di Palermo, dal controllo sono emerse gravi inadempienze amministrative ed igienico sanitarie, oltre a condizioni strutturali fatiscenti, che ne hanno determinato la chiusura. L’Ipab Villa Betania, ha 14 dipendenti a tempo indeterminato che vantano il pagamento arretrato di 14 mensilità, al momento della chiusura aveva 26 ospiti che dai verbali del NAS non sembravano vivere in un ambiente salubre. Vanta crediti importanti dai Comuni di Agrigento e Porto Empedocle che non possono essere riscossi a causa della mancanza del DURC (documento unico regolarità contributiva), somme che darebbero respiro ai bilanci delle famiglie dei dipendenti, ma che certamente non sarebbero risolutive per la sorte dell’istituto che necessità un congruo investimento per garantire un servizio ottimale”.

“In poche parole le entrate economiche date dalle rette dirette e indirette non risultano sufficienti alla sostenibilità di Villa Betania e chiediamo, dunque, ufficialmente al consiglio comunale di Agrigento, di istituire una apposita commissione per analizzare le cause che hanno portato alla chiusura dell’Ipab Villa Betania ed accertare eventuali responsabilità. Nel contempo serve una forte pressione politica per modificare la legge regionale, i comuni a causa dei numerosi tagli subiti non sono più nelle condizioni di garantire il funzionamento delle strutture, le scarse risorse a disposizione stanno creando solo disastri. La soluzione potrebbe trovarsi nell’inserimento delle stesse nella sfera sanitaria, attraverso i distretti socio sanitari che certamente avrebbero maggiori disponibilità economiche. Pertanto, diventa necessario un intervento legislativo che metta fine a questo gioco al massacro, che vede soccombere lavoratori e ospiti e che in alcuni casi ha fatto registrare la chiusura delle Ipab, determinando una riduzione drastica dei servizi alla persona con conseguente indebolimento del tessuto sociale del territorio”.

Redazione

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