VEN, 20 SETTEMBRE 2019

Porto Empedocle, fermata una nave liberiana dalla Guardia Costiera

L'intervento della Guardia Costiera su una nave considerata non in linea con gli standard internazionali (scorri per leggere il resto)
Porto Empedocle, fermata una nave liberiana dalla Guardia Costiera

Nel quadro del più ampio progetto di tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero che vede fortemente impegnato il Corpo delle Capitanerie di Porto, gli uomini della Guardia Costiera di Porto Empedocle – Nucleo Port State Control, hanno emanato nella giornata di ieri il provvedimento di fermo ai sensi della Direttiva 2013/38 della Comunità Europea recepita dall’ordinamento legislativo italiano con il D.Lgs 67 del 2015 a carico della nave porta rinfuse denominata “VOGE JULIE”, giunta nel porto marinese per caricare sale.

Il provvedimento di fermo emanato lo scorso 10 maggio è stato adottato in quanto l’unità, successivamente ad una ispezione approfondita effettuata dagli ispettori PSC guidati dal Capitano di Fregata Gennaro FUSCO, in collaborazione con personale proveniente dalla Capitaneria di Porto di Trapani, risultava essere in condizioni sub-standard secondo le normative internazionali per la sicurezza della navigazione.

L’unità battente bandiera Liberia è stata infatti sottoposta a fermo a causa delle numerose gravi carenze in termini di manutenzione della nave e degli equipaggiamenti e per carenze al sistema di gestione della qualità.
Al momento l’unità risulta ancora ferma nel porto di Porto Empedocle, in attesa che vengano ripristinati gli standard minimi per poter essere nuovamente autorizzati a navigare. L’unità dovrà essere sottoposta ai controlli da parte degli ispettori del registro inglese Lloyd Register , responsabile del rilascio della certificazione di sicurezza.

Giova ricordare che il Nucleo PSC della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, guidata dal Capitano di Fregata Gennaro Fusco ha da sempre profuso notevoli sforzi nella lotta al fenomeno delle “carrette” del mare, ovvero navi sub-standard che, in difformità delle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita delle persone che sulle navi vivono e lavorano.

Infatti dopo gli importanti risultati ottenuti nell’anno 2018, che hanno fatto registrare il vivo apprezzamento da parte del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, dall’inizio sono già 6 le navi ispezionate dal Nucleo PSC con il 33% di detenzioni.

Redazione

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