VEN, 28 FEBBRAIO 2020

Viadotto Akragas, l’intervento dell’ordine degli ingegneri

Il presidente chiede massima attenzione alle condizioni delle infrastrutture presenti sul territorio in modo che i lavori in modo precauzionale per eliminare i pericoli e allungare la vita delle strutture (scorri per leggere il resto)
Viadotto Akragas, l’intervento dell’ordine degli ingegneri

“L’Ordine degli Ingegneri già in tempi non sospetti aveva espresso la propria ferma contrarietà rispetto ad ogni ipotesi diversa dal recupero del viadotto ‘Akragas’. Oggi non possiamo che rappresentare il nostro compiacimento per l’imminente avvio dei lavori sull’opera”.

A parlare è il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Alberto Avenia, il quale esprime la propria soddisfazione per la notizia dell’approvazione da parte del Genio Civile del progetto esecutivo di consolidamento dei piloni del primo tratto del viadotto “Akragas”, che potrebbero consentire già nelle prossime settimane di dare il via agli interventi tanto attesi.

“Abbiamo ribadito più volte che ogni opera necessita della dovuta manutenzione e che, ancora oggi – continua Avenia – non vi sono relazioni conosciute che escludano l’oggettiva possibilità del recupero in piena sicurezza del viadotto, che rappresenta un’opera essenziale per la viabilità sia interna che sovracomunale. L’Ordine degli Ingegneri aveva sottolineato come fosse indispensabile continuare il percorso che sta oggi portando alla messa in sicurezza senza lasciarsi trasportare da valutazioni meramente emozionali e generiche che nulla avevano a che fare con riscontri di natura tecnica”.

Il progetto approvato, che riguarderà il cosiddetto “Akragas II”, prevederà interventi sui piloni per rafforzare gli stessi a taglio e pressoflessione, migliorano quindi anche la resistenza in caso di sisma. Saranno inoltre posizionati dei sensori sulle campate del viadotto che avranno un collegamento telematico che consentiranno di verificare in tempo diretto cosa avviene. Si verificherà inoltre la presenza sottostante al viadotto di condotte o falde e si interverrà sui cosiddetti pulvini, cioè la parte superiore del pilone.

“Auspichiamo che quanto avvenuto ad Agrigento per il viadotto Akagas diventi un sistema – aggiunge Avenia -. Abbiamo più volte chiesto che sulle urgenze che riguardano il nostro patrimonio viario ed infrastrutturale si lavori soprattutto con la prevenzione, mettendo in campo un monitoraggio attento cui far seguire successivamente interventi manutentivi che consentano di preservare quanto più a lungo possibile gli stessi. Agrigento e la sua provincia, tanto in arretrato in termini di dotazione infrastrutturale, non possono più permettersi di rinunciare ad un solo chilometro di strade”.

Redazione

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