VEN, 22 NOVEMBRE 2019

“Non private la città dei padri liguorini”: appello di molti agrigentini sui social

Il presunto disimpegno della congregazione dei liguorini da Agrigento suscita preoccupazione non solo tra i fedeli, ma tra molti cittadini (scorri per leggere il resto)
“Non private la città dei padri liguorini”: appello di molti agrigentini sui social

L’interno della Chiesa di Sant’Alfonso, “casa” dei liguorini di Agrigento

Una vera e propria mobilitazione è sorta nel centro storico di Agrigento ed in seno all’opinione pubblica cittadina per evitare la scomparsa nel nostro territorio della Congregazione del Santissimo Redentore, che in via Duomo ha come riferimento il complesso della chiesa di Sant’Alfonso.

Tutto nasce nelle scorse settimane, quando viene reso noto lo spostamento della messa della domenica delle 20:00 (l’ultima in città) dalla chiesa di Sant’Alfonso alla cattedrale. Molti residenti della zona da anni si recano presso Sant’Alfonso per assistere alla celebrazione ufficiata dai parroci della congregazione, conosciuti come padri liguorini.

I malumori dei residenti non sono di natura logistica, visto che la chiesa in questione è a pochi passi dalla cattedrale, quanto relativi all’affetto manifestato da diverso tempo ai padri liguorini ed in particolare a padre Russo: per le sue omelie, spesso taglienti e che fungono da vero sprono alla città, accorrono alle 20:00 di domenica anche da altri quartieri e non di rado anche da alcuni centri limitrofi. La fine di quella che viene vissuta come una vera e propria recente tradizione, con la messa adesso in cattedrale, non viene digerita da molti fedeli.

Ma il vero problemi sorge poi nei giorni successivi, quando in città inizia a diffondersi la voce secondo cui i vertici della Congregazione del Santissimo Redentore vorrebbero trasferire in altra sede i due parroci liguorini di Agrigento. Una voce non confermata, ma che mette in allerta i fedeli tanto da iniziare una raccolta di firme presso la chiesa di Sant’Alfonso. Una petizione nata dopo diverse discussioni sui social, promossa dal gruppo “Agrigento Punto e a Capo” e che nelle ultime ore vede anche l’apposizione delle firme da parte del sindaco di Agrigento Lillo Firetto e del parroco della Cattedrale, don Giuseppe Pontillo.

I liguorini sono una presenza storica sul nostro territorio, da più di 300 anni sono uno dei riferimenti più importanti della comunità dei fedeli agrigentini: l’ordine è autonomo rispetto alla curia, nel corso dei decenni sono diversi gli abitanti della nostra città che si avvicinano alla congregazione.

La sparizione dei liguorini da Agrigento sarebbe un duro colpo alla storia della città e non solo da un punto di vista religioso: la chiesa di Sant’Alfonso, al pari di alcuni limitrofi monumenti di via Duomo, sono tra i più importanti simboli della presenza di questa congregazione e di come, in più di 300 anni, essa sia diventata uno dei riferimenti sociali per fedeli e cittadini.

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