VEN, 22 NOVEMBRE 2019

La Sea Watch 3 a largo di Lampedusa

Momenti di grande “tensione” a livello politico con un vero e proprio “braccio di ferro” fra la comandante dell’imbarcazione ed il governo italiano (scorri per leggere il resto)
La Sea Watch 3 a largo di Lampedusa

E’ rimasta una intera notte davanti il porto di Lampedusa la nave della Ong tedesca “Sea Watch 3” con a bordo 42 migranti soccorsi a largo delle coste libiche e che nella giornata di ieri ha forzato il divieto di ingresso in acque territoriali imposto dalle autorità italiane.

Momenti di grande “tensione” a livello politico con un vero e proprio “braccio di ferro” fra la comandante dell’imbarcazione ed il governo italiano con in testa il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Da un lato la comandante che ha parlato di salvataggio: “So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo. Nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta. Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità”; dall’altro il vicepremier italiano Salvini che ha invece ribadito la tutela dei confini nazionali parlando di una nave fuorilegge: “L’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. L’Europa? Assente, come sempre”.

Intanto, nella giornata di ieri i militari della Guardia di Finanza sono saliti sulla nave per il controllo dei documenti dell’imbarcazione, dell’equipaggio e della stessa comandante Carola Rakete.

Al momento, al porto di Lampedusa uno schieramento di Carabinieri e Polizia controllano la banchina in attesa di una soluzione alla vicenda. Per Matteo Salvini “non scende nessuno, a meno che non mi arrivi una comunicazione da Bruxelles e mi dicano che 21 vanno ad Amsterdam e 21 a Berlino, il capitano viene arrestato e la nave sequestrata. In questo caso la chiudiamo qui, nessun problema. C’è – ha detto Salvini – un’evidente flagranza di reato. Cosa aspetta qualcuno ad emettere un ordine di arresto?”

Stamane a “Radio anch’io”, su Rai Radio 1, lo stesso ministro dell’Interno ha detto che i migranti a bordo della Sea Watch “non sono naufraghi, si tratta di viaggi organizzati dalla mafia dei trafficanti di esseri umani che con questi soldi comprano armi e droga”.

E proprio mentre la nave Sea Watch è “bloccata” davanti l’isola, all’alba di oggi altri dieci migranti, presumibilmente tunisini, sono arrivati a bordo di un barchino. I dieci sarebbero arrivati al molo della madonnina.

Redazione

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