VEN, 15 NOVEMBRE 2019

Caso Sea Watch: arresto non convalidato per Carola Rackete

Per tutta la giornata di martedì ressa di giornalisti sotto l'abitazione dove è stata domiciliata la ragazza tedesca (scorri per leggere il resto)
Caso Sea Watch: arresto non convalidato per Carola Rackete

Il gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, non ha convalidato gli arresti per la comandante della nave della nave Ong tedesca “Sea Watch 3”.

Nessuna misura, compresa quella del divieto di dimora in provincia di Agrigento chiesta dalla Procura della Repubblica di Agrigento secondo la quale non vi sarebbe stato alcuno “stato di necessità”.

Nella fattispecie il gip ha escluso il reato di resistenza e violenza a nave da guerra, ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”.

Dopo l’udienza svolta ieri nell’aula nove del Tribunale agrigentino, la 31enne di origini tedesche era accusata della violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione (resistenza o violenza contro nave da guerra) e dell’articolo 337 del codice penale (resistenza a pubblico ufficiale).

Ieri, erano stati gli avvocati difensori della Rackete a spiegare, al termine dell’udienza di convalida, che non vi sarebbe stata alcuna intenzione da parte della comandante di entrare in collisione con la motovedetta della Guardia di Finanza. Scuse che – a dire dei legali – sarebbero state ribadite, sottolineando come la decisione di entrare in porto sarebbe stata presa solo da lei.

Per la Rackete resterebbe invece in piedi l’indagine che la vede iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina; le indagini mirano a verificare eventuali e presunti contatti tra la nave Ong e i trafficanti di vite.

A breve la comandante uscirà dal portone dell’abitazione di via Dante, ad Agrigento dove si trovava in regime di arresti domiciliari. Intanto, proprio davanti l’ingresso dell’abitazione dove alloggia la Rackete, gli agrigentini si dividono fra “sostenitori” e chi invece esalta la linea della fermezza del vicepremier Salvini.

 

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