VEN, 23 AGOSTO 2019

Le mani della mafia anche sugli appalti per le demolizioni

I dettagli dell'operazione portata a termine nelle scorse ore (scorri per leggere il resto)
Le mani della mafia anche sugli appalti per le demolizioni

Emergono i primi particolari dopo la brillante operazione antimafia denominata “Halycon” condotta questa mattina nei Comuni di Licata e Palermo dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Agrigento che hanno dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia.

A finire in manette LAURIA Giovanni classe ‘40 inteso “il professore”, LAURIA Vito classe ‘70 (figlio di Giovanni), LAURIA Angelo classe ‘74, CASA Giacomo classe ‘55, MUGNOS Giovanni classe ’66, SEMPREVIVO Raimondo classe ‘72 e LUTRI Lucio classe ‘59.

In particolare, secondo quanto rilevato dall’attività investigativa dei Carabinieri vi sarebbero stati particolari interessi da parte di alcuni esponenti ritenuti essere a capo delle famiglie mafiose di Licata nella realizzazione di un importante complesso turistico alberghiero, nonché negli interventi di demolizione degli immobili abusivi nel Comune di Licata. Interessi che – secondo i Carabinieri – avrebbero visto intessere relazioni fra Cosa Nostra agrigentina e quella catanese.

Nello specifico, le riunioni di LAURIA e dei suoi più fidati sodali con gli esponenti della famiglia mafiosa di Caltagirone, sono state dettagliatamente documentate dal R.O.S. e hanno sin da subito assunto una rilevante valenza investigativa anche in riferimento al coinvolgimento di SEMINARA Salvatore, esponente mafioso di indiscussa importanza che, attualmente sotto processo perché ritenuto al vertice della famiglia mafiosa di Caltagirone e mandante di un duplice efferato omicidio commesso il giorno di Pasqua del 2015 a Raddusa (CT), ha già subito delle condanne definitive in quanto individuato – tra le altre cose – come massimo vertice provinciale di cosa nostra per il territorio di Enna.

Al centro delle indagini, che costituiscono un’ulteriore fase dell’articolata manovra investigativa sviluppata dalla A.G. di Palermo e dall’Arma dei Carabinieri in direzione della articolazione agrigentina di cosa nostra, è la famiglia mafiosa di Licata al cui vertice, nella qualità di promotore e organizzatore, è risultato essere il pregiudicato LAURIA Giovanni il quale presiedeva a riunioni ed incontri con gli altri associati, gestendo e pianificando tutte le relative attività ed affari illeciti, mantenendo il collegamento con esponenti di altre famiglie di cosa nostra della Sicilia Orientale, al fine di progettare la realizzazione di attività volte ad alterare le ordinarie e lecite dinamiche imprenditoriali.

Redazione

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