GIO, 19 SETTEMBRE 2019

La tragedia del Morandi un anno dopo: ad Agrigento nulla è cambiato

Sono passati dodici mesi esatti dal crollo del viadotto Morandi a Genova, da cui poi è nato un intenso dibattito per il "gemello" agrigentino: ma da allora non si è mosso concretamente nulla (scorri per leggere il resto)
La tragedia del Morandi un anno dopo: ad Agrigento nulla è cambiato

Nulla è cambiato, nulla è deciso: a distanza di dodici mesi esatti dal crollo del viadotto di Genova, che ad Agrigento ha innescato il dibattito sulle sorti del “Morandi” nostrano, l’opera è ancora chiusa e non usufruibile.

Dopo quanto accaduto nel capoluogo ligure, dalle nostre parti ha ripreso vigore per diverse settimane il dibattito sulle sorti di un’infrastruttura che presenta enormi criticità e che già da due anni risulta non percorribile nel tratto che va dalla bretella di via Dante fino a Villaseta.

Tra favorevoli e contrari alla demolizione, alla fine l’ha spuntata il partito dell’immobilismo: si parla di un progetto da 30 milioni di Euro per il recupero del viadotto, così come si fa riferimento a progetti che invece andrebbero a definire la viabilità alternativa, ma nessun cantiere risulta avviato né in un senso e né nell’altro.

Per diverse settimane si è discusso sul da farsi, diversi dibattiti sono stati avviati anche grazie alla risonanza nazionale di alcuni video girati dall’associazione MareAmico. Ma, come purtroppo spesso capita dalle nostre parti, alla fine non si è fatto nulla. Ed Agrigento convive dunque con uno spauracchio di cemento armato inutilizzabile, di cui ancora non si conosce il destino e che rischia, per diversi anni, di essere un’enigmatica lingua di asfalto rappresentativa del modo con il quale si gestisce il nostro territorio.

A poche ore dalla tragedia di Genova, InfoAgrigento.it e ScrivoLibero.it hanno realizzato uno speciale in comune proprio sotto i piloni del Morandi: se un anno fa è stato importante evidenziare le criticità dell’opera, è altrettanto utile rimarcare come, dopo dodici mesi esatti, nulla è cambiato e la situazione è esattamente uguale se non peggiorata.

Di seguito il servizio realizzato il 14 agosto 2018:

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