MER, 01 APRILE 2020

L’Ars ha approvato la norma sulla modifica dei confini tra Agrigento, Favara ed Aragona

Via libera definitivo del parlamento siciliano, il commento del deputato Giovanni Di Caro (scorri per leggere il resto)
L’Ars ha approvato la norma sulla modifica dei confini tra Agrigento, Favara ed Aragona

Diventa definitivo il cambio dei confini tra i comuni di Agrigento, Favara ed Aragona. Viene quindi portato a compimento un lungo iter, sbloccato dopo anni di stallo solo di recente grazie alle intese tra i tre comuni ed al referendum dello scorso mese di maggio.

Le variazioni adesso permetteranno di risolvere alcune anomalie venutesi a creare negli anni, soprattutto a causa dell’espansione edilizia di alcuni centri abitati che hanno portato allo “sconfinamento” in territori appartenenti ad altri comuni.

Il caso più eclatante è quello del quartiere denominato “Favara ovest”, inglobato urbanisticamente e contiguo storicamente alla comunità di Favara, ma ufficialmente ricadente all’interno del comune di Agrigento.

Favara ovest adesso passa definitivamente al comune di Favara, che in cambio cede ad Agrigento alcune porzioni di territorio in contrada San Benedetto e nella zona industriale. Altra anomalia risolta, è quella riguardante il territorio tra contrada Caldare, nella zona dove sorge l’omonima stazione ferroviaria, ed il quartiere conosciuto come “Le quattro strade”. Si tratta di zone molto vicine ad Aragona e da sempre frequentate ed abitate dalla comunità aragonese, ricadenti però all’interno del comune di Favara. Adesso le contrade in questione saranno a tutti gli effetti del comune di Aragona.

“Stop a doppie bollette imu e Tari e ai disservizi burocratici, da quelli di pertinenza comunale, dall’anagrafe ai servizi cimiteriali. I cittadini di Favara, adesso sono formalmente e di diritto a casa propria – ha dichiarato in una nota il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro, promotore del disegno di legge – Questa legge non cambierà certo le sorti della Sicilia, ma cambierà eccome, la qualità della della vita di centinaia di cittadini favaresi che per decenni hanno vissuto in un limbo di lungaggini burocratiche, in un luogo diventato di nessuno.

“Centinaia di cittadini favaresi – ha proseguito Di Caro – di fatto a un certo punto si sono ritrovati ad essere residenti in un’altra città che, dal punto di vista territoriale non aveva nulla a che vedere con Favara, quindi: disservizi, doppie bollettazioni dei tributi locali, difficoltà con il medico di famiglia, con il trasporto scolastico, problemi con i documenti anagrafici, difficoltà per esercitare il diritto di voto, i residenti del quartiere della zona ovest di Favara hanno avuto anche problemi a garantire ai propri cari una degna sepoltura nel paese di origine. Fino ad arrivare al referendum sulla variazione dei confini territoriali tra Favara, Agrigento e Aragona del 5 maggio scorso. Grazie ad un grandissimo coinvolgimento dal basso e grazie ai comitati cittadini di cui oggi abbiamo avuto una rappresentanza in aula, il referendum ha raggiunto un quorum che ha sfiorato il 90% degli aventi diritto. Un vero e proprio record di democrazia che testimonia l’urgenza di porre fine a questa incredibile situazione”.

“In questa occasione – ha poi concluso Di Caro – l’ARS ma anche gli uffici che ringrazio hanno dimostrato di poter dare risposte immediate ai siciliani. Dal referendum del 5 maggio i tre comuni hanno avuto tre mesi di tempo per gli adempimenti burocratici. Il 26 novembre scorso il ddl è arrivato in prima Commissione e oggi l’aula ha dato a maggioranza l’ok definitivo. Oggi è stato un grande onore per me poter dire a miei concittadini bentornati finalmente a casa”.

Redazione

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