MAR, 28 GENNAIO 2020

Porto Empedocle, Tar salva abitazione da una demolizione

Ecco la sentenza del Tar di Palermo (scorri per leggere il resto)
Porto Empedocle, Tar salva abitazione da una demolizione

Il T.A.R. Sicilia – Palermo con ordinanza n. 1195/2019, ha salvato l’abitazione di una famiglia di Porto Empedocle, sita nel centro storico cittadino, dalla richiesta di annullamento della concessione edilizia in sanatoria, avanzata dal titolare di un ristorante empedoclino.

Infatti, il gestore del ristorante in questione, dopo avere presentato apposita istanza ed avere ottenuto l’accesso agli atti amministrativi dell’immobile che è sito all’ultimo piano dello stabile ove la stessa attività è ubicata, ha adito il Tar Sicilia Palermo per ottenere l’annullamento della concessione in sanatoria ottenuta nel 2007, che aveva consentito ai proprietari di regolarizzare la sopraelevazione eseguita sullo stabile.

Il titolare del ristorante “La Grotta di Vigata”, nel lamentarsi della presunta illegittimità della concessione, aveva sostenuto altresì che tale sopraelevazione avesse minato l’integrità statica dell’immobile.

A tal riguardo, il ricorrente asseriva altresì che lo stesso fosse in termini per impugnare l’ordinanza del 2007, tenuto conto che egli aveva avuto conoscenza del provvedimento solo a seguito dell’istanza di accesso.

Tuttavia, i proprietari dell’immobile posto all’ultimo piano del fabbricato, ritenendo infondato il ricorso promosso contro il Comune di Porto Empedocle, si sono costituiti nel giudizio n. 1407/2019 del Tar Palermo, affidandosi alle cure degli Avv.ti Giovanni Puntarello e Davide Santamaria, i quali oltre ad evidenziare l’infondatezza delle pretese avversarie, hanno altresì dedotto che il ricorso sarebbe stato inammissibile.

In particolare, i detti Avv.ti Giovanni Puntarello e Davide Santamaria hanno evidenziato che, anche nell’ipotesi in cui il proprietario del ristorante avesse conosciuto la concessione edilizia in sanatoria solo a seguito dell’istanza di accesso, ricorso sarebbe stato comunque tardivo, tenuto conto dell’onere che gravava sul ristoratore che, una volta ultimata la costruzione, avrebbe potuto conoscere la concessione in sanatoria già nel 2007.

Redazione

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