MAR, 29 SETTEMBRE 2020

Sbarchi di migranti lungo le coste agrigentine, nuovi arresti della Polizia

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Sbarchi di migranti lungo le coste agrigentine, nuovi arresti della Polizia

Aumentano gli arresti della Polizia di Stato della Città dei Templi con l’intensificarsi degli sbarchi sulle coste agrigentine e lampedusane, dovuto al miglioramento delle condizioni marine portato dal bel tempo.
È il risultato dell’incessante attività di intelligence della Squadra Mobile, diretta da Giovanni Minardi, quotidianamente impegnata nel monitoraggio degli approdi al fine di scovare tra i migranti eventuali soggetti resisi responsabili di reati, talvolta anche gravi.

I reati che il più delle volte vengono contestati sono quelli connessi al fenomeno migratorio, che vanno dal reingresso illegale nel territorio dello Stato, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani. Spesso, però, tra i migranti giunti sulle coste siciliane, ve ne sono alcuni che devono scontare condanne per reati anche gravi, commessi nel corso di precedenti — spesso irregolari — permanenze nel territorio italiano.
Gli ultimi arresti risalgono ad appena qualche giorno fa, quando, in poche ore, sono stati ben nove i cittadini stranieri — tutti tunisini — assicurati alla giustizia dalla Sezione Criminalità Straniera della Squadra Mobile.

Nello specifico, sei di essi sono stati arrestati per aver fatto reingresso illegale nel territorio dello Stato dopo che erano stati espulsi con provvedimento del Prefetto. Due di loro, peraltro, dovevano scontare delle condanne per reati precedentemente commessi in Italia. Uno dei due, in particolare, si era già reso artefice in Italia di diversi e gravi reati, quali rapina e lesioni aggravate.
Altri due migranti sono stati, invece, arrestati per essere tornati in Italia dopo essere stati respinti con provvedimento del Questore.
Un altro ancora è stato arrestato in forza di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, avendo già riportato e dovendo espiare in Italia la condanna per i reati di incendio, lesioni aggravate e violenza privata.

Redazione

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