MAR, 20 OTTOBRE 2020

Ricordata la figura di Ezio D’Errico presso l’accademia di belle arti Michelangelo

A relazionare sulla vita dell’Artista agrigentino è stato il Prof. Beniamino Biondi, scrittore e saggista, che ha voluto evocarne la figura parlando della sua tormentata esistenza (scorri per leggere il resto)
Ricordata la figura di Ezio D’Errico presso l’accademia di belle arti Michelangelo

Nella suggestiva cornice della corte all’interno dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento, diretta dal Prof. Alfredo Prado, si è svolto, nel pieno rispetto delle misure anti-COVID-19, un convegno per ricordare la figura di Ezio D’Errico, scrittore, drammaturgo e pittore nato ad Agrigento il 5 luglio 1892 e morto a Roma il 21 aprile 1972.

A relazionare sulla vita dell’Artista agrigentino è stato il Prof. Beniamino Biondi, scrittore e saggista, che ha voluto evocarne la figura parlando della sua tormentata esistenza, conclusasi tragicamente con un suicidio, e delle sue innumerevoli opere letterarie, drammaturgiche e pittoriche.

Ai più sconosciuto, D’Errico è annoverato tra i più grandi e prolifici scrittori della nostra terra, purtroppo dimenticato, come spesso accade ai migliori figli di Agrigento.

Con Augusto De Angelis è considerato uno dei maggiori scrittori di gialli, pubblicati dalla Mondadori, nel periodo tra le due grandi guerre. Tra il 1936 e il 1947 scrive 20 romanzi, meritandosi l’appellativo di Simenon italiano, anche perché aveva creato il commissario Richard della Suretè di Parigi.

Fu anche un pittore e drammaturgo, oltre che uno scrittore di fama, ma morì dimenticato colpevolmente da tutti. Autore di numerosi testi teatrali, fu uno dei primi pittori astrattisti d’Italia. Un personaggio quindi importante, un artista che avrebbe meritato ben altra fama.

Biondi, nella sua esposizione, ha messo in evidenza il grande talento di D’Errico, leggendo alcuni passi della sua vita e argomentando sulla sua notevole produzione teatrale che andrebbe maggiormente valorizzata e riscoperta, nonché, ripubblicare i suoi numerosi scritti.

Nel corso della serata, seguita da un nutrito e attento pubblico, sono stati diversi gli interventi registrati, tra i quali quello di Giovanni Parisi, Antonio Liotta Editore di Medinova, il quale ha voluto evidenziare l’importanza di far emergere i tanti scrittori della nostra terra che, per vari motivi, sono caduti nell’oblio, pur avendo prodotto opere di un certo spessore letterario; ha preso parola anche Giovanni Moscato, Direttore e proprietario del Teatro della posta Vecchia, seguito da Giovanni Volpe, scrittore, regista e attore teatrale e, in ultimo registriamo l’intervento di Gaetano Aronica, Presidente della Fondazione Teatro Pirandello, il quale ha illustrato l’attività fin qui svolta dalla Fondazione e l’opportunità di potere mettere in scena qualcuno dei lavori teatrali di Ezio D’Errico.

L’incontro è stato chiuso da Beniamino Biondi, sottolineando ancora una volta la grande valenza letteraria di D’Errico.

Salvatore Indelicato

 

Redazione

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