GIO, 21 GENNAIO 2021

Incidente Ss 640: lettera aperta della responsabile dell’associazione vittime della strada

Lettera aperta di Carmelina Nobile (scorri per leggere il resto)
Incidente Ss 640: lettera aperta della responsabile dell’associazione vittime della strada

La Responsabile dell’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada di Agrigento, Carmelina Nobile, a nome dell’intera Associazione si unisce al dolore della famiglia del ciclista appena “ucciso” sulla SS 640 Bivio Maddalusa – Porto Empedocle.

“Adopero il termine categorico di “ucciso”- si legge nella nota – perché questa è la cruda verità facendo anche riferimento all’art.589 Bis del Codice Penale in vigore dal 24/3/2016 con il quale venne introdotta la nuova fattispecie di reato : Omicidio Stradale. In passato avevo notificato agli organi di competenza quanto fosse pericoloso questo tratto di strada che ha visto nel corso degli anni, perdere la vita a tante persone, molti di questi ragazzi, che percorrevano questo tratto di strada per tornare a casa dalle proprie famiglie, uno fra questi proprio il mio amato figlio, Giuseppe Di Stefano 22 Agosto 2017.

Purtroppo, la burocrazia unita anche ad una sostanziale sottovalutazione dell’importanza denunciata, deve fare il suo lento, lungo e tortuoso corso, non considerando che nel frattempo, altre vite vengono spezzate, altre famiglie rimangono a piangere per sempre, private dai propri cari, costrette da quel momento in poi, a portare fiori in memoria su quel maledetto asfalto, dove i fiori dovrebbero nascere da soli per abbellire sempre di più la natura.
Adesso BASTA!! NON C’E’ PIU’ TEMPO DA PERDERE!!

Bisogna tutti insieme garantire alla Vita degli utenti della strada, dei nostri figli, mariti, mogli, sorelle etc.. L’AIFVS AGRIGENTO urla a gran voce all’indifferenza delle Istituzioni di competenza, invitandole ad una attenta e coscienziosa analisi di tutto il territorio agrigentino, individuandone i punti più trafficati e pericolosi, come quello in questione e ad ottemperare nell’immediato con l’installazione di telecamere di video-sorveglianza, atte ad indurre ad una più attenta e sicura guida e quant’anche alla fine di chi dopo aver causato l’incidente, in maniera vile e vuota di coscienza, fugge via impunito”.

Redazione

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One thought on “Incidente Ss 640: lettera aperta della responsabile dell’associazione vittime della strada”

Aldo

15 dicembre 2020

non c'è che da unirsi a questo grido di dolore

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