SAB, 15 DICEMBRE 2018

12 luglio 1943, la morte tra le vie di Agrigento

La mattina del 12 Luglio del 1943, Agrigento si era appena svegliata, reduce dai festeggiamenti di San Calogero e con un gran caldo tipicamente siciliano; nessuno immaginava che, da lì a poco, si stava per scatenare una delle più gravi catastrofi della storia della città. Intorno alle 8 e 45, infatti, una formazione di bombardieri statunitensi si posizionava a croce sopra il centro abitato, scaricando una vera e propria pioggia (scorri per leggere il resto)
12 luglio 1943, la morte tra le vie di Agrigento

bombardiere_americano.jpgLa mattina
del 12 Luglio del 1943, Agrigento si era appena svegliata, reduce dai
festeggiamenti di San Calogero e con un gran caldo tipicamente siciliano;
nessuno immaginava che, da lì a poco, si stava per scatenare una delle più
gravi catastrofi della storia della città.

Intorno
alle 8 e 45, infatti, una formazione di bombardieri statunitensi si posizionava
a croce sopra il centro abitato, scaricando una vera e propria pioggia di bombe.

Non era la
prima volta che Agrigento subiva un attacco dal cielo. Se i primi tre anni
della seconda guerra mondiale sono stati poco sentiti, visto che le poche
incursioni aeree venivano effettuate in provincia verso Sciacca e Porto
Empedocle, con l’avvicinarsi dello sbarco alleato del 10 Luglio, anche il
capoluogo diventava strategicamente importante e dunque soggetto a
bombardamenti. Il primo risale alla serata dell’8 Luglio 1943 e si concentrò
nella zona dell’ospedale psichiatrico, uccidendo il dott. Raimondo Diana, responsabile
amministrativo della struttura. Un altro intenso bombardamento lo si ebbe due
giorni dopo, ma nulla a che vedere con quello del 12 Luglio.

Quel
giorno, nel giro di pochi minuti, intere vie furono ridotte ad un cumulo di
macerie e, a far lievitare il numero delle vittime, furono i crolli di due
rifugi antiaerei, colpiti dalle bombe alleate. Tali rifugi, erano ubicati in
piazza San Francesco (sotto la chiesa dell’Immacolata) e in via San Girolamo.

Dunque,
luoghi che oggi fanno parte della vita quotidiana cittadina, in quella triste
Estate non erano altro che cimiteri a cielo aperto; in particolare, in piazza
San Francesco per diversi giorni decine di corpi rimasero giacenti inermi alla
luce del sole, creando anche rischio di epidemie.

Questo
rende ancora più grave “l’amnesia” che Agrigento ha avuto verso queste vittime
innocenti. Scorrendo l’elenco dei nomi di esse, infatti, ci si rende conto come
intere famiglie abbiano avuto dei lutti o siano state quasi interamente
cancellate, eppure in pochi attualmente conoscono il triste destino di questi
concittadini.

Per dare
un’idea della tragedia, basta dare un’occhiata ai numeri ufficiali: circa 160
morti accertati, ma anche molti dispersi e c’è chi sostiene che molte vittime
non sono state mai ritrovate e che, in generale, i morti possano essere
addirittura più di 300, ossia tanti quanti quelli che ha pianto L’Aquila nel
terremoto del 6 Aprile scorso. Un così elevato numero di vittime in un solo
giorno nella nostra città, per fortuna, si è avuto rarissimamente. Questo rende
ancora più doveroso il ricordo di quel maledetto 12 Luglio, passato troppo in
fretta nel dimenticatoio.

La pioggia
di bombe che cadde nel centro-storico, aveva come obiettivo il treno pieno di
munizioni di cui gli infiltrati siculo-americani avevano dato notizia ai
comandi militari alleati e quindi le aree vicino la stazione vennero battute a
tappeto.

Ci vollero
anni affinché il centro cittadino riprendesse un certo decoro urbano, tanto che
ancora agli inizi degli anni sessanta diversi bambini giocavano nei crateri
lasciati dalle bombe della seconda guerra mondiale. La ricostruzione iniziò
circa vent’anni dopo, portandosi appresso quella speculazione edilizia oggi
sotto gli occhi di tutti e fortemente condannata. Ma questa è un’altra storia,
anch’essa tipicamente agrigentina.

 

Mauro Indelicato

Redazione

InfoAgrigento WebGiornale è una testata giornalistica nata del 2008, con ambito di interesse geografico legato alla provincia di Agrigento ed al contesto dell'informazione siciliana.

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