Cronaca
Scommesse illegali: la Gdf scopre centro a Santa Margherita Belice
Sabato 04 Febbraio 2012 11:43

Il Comando Provinciale intensifica la lotta alle scommesse illegali e clandestine nella provincia di Agrigento.

Dopo una attività di intelligence e di analisi dei luoghi adibiti ad internet point presenti sul territorio ed il riscontro delle licenze rilasciate dalla locale Questura, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria hanno individuato a Santa Margherita Belice un ulteriore esercizio commerciale adibito all'illecita attività di raccolta di scommesse clandestine via internet. La ricevitoria illegale consentiva, attraverso un sofisticato ed innovativo sistema di raccolta del gioco, di scommettere sulle partite di calcio italiane ed estere. All'atto dell'accesso, i finanzieri hanno altresì scoperto in una sala un circuito televisivo chiuso che trasmetteva corse di levrieri sulle quali gli avventori presenti potevano effettuare pronostici e scommesse on line.

Al termine delle operazioni, la titolare dell'esercizio commerciale, in concorso con altri due soggetti, è stata denunciata alla Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Sciacca per esercizio abusivo di raccolta delle scommesse, e sono stati sequestrati denaro contante, terminali, attrezzature informatiche ritenute strumentali all'attività illegale praticata. E' stato segnalato anche uno degli scommettitori frequentatore della illegale ricevitoria.

L'odierna operazione di servizio nel settore delle scommesse risponde in maniera trasversale alla missione istituzionale della Guardia di Finanza in ragione della natura plurioffensiva del gioco illecito, che mette in pericolo:

gli interessi finanziari dello Stato, poiché produce evasione fiscale e sottrae al bilancio generale risorse da destinare al benessere della collettività;

i principi di libera concorrenza, in quanto chi gestisce tali attività non autorizzate danneggia gli operatori che rispettano le regole;

la sicurezza generale dell'ordinamento, perché le offerte di gioco non gestite e non garantite dallo Stato sono insicure e pericolose e perché i grandi profitti generati dalle attività ludiche svolte abusivamente attirano gli interessi della criminalità organizzata e, quindi, introducono in questo mondo il clima di vessazione, minaccia ed intimidazione proprio delle associazioni delinquenziali.


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Tentato parricidio a Sciacca: in manette 33enne
Venerdì 27 Gennaio 2012 10:48

ps-fiancataGrave episodio di violenza familiare a Sciacca, con tentato parricidio. Protagonisti della vicenda Angelo e Salvatore Pecoraro, rispettivamente di 33 e 57 anni. Il primo, al culmine di una lite ha sferrato una coltellata al padre, ferendolo all'addome.

 

Secondo una prima ricostruzione dei poliziotti del locale commissariato non è da escludere che a far esplodere la lite sia stata una crisi d'astinenza di droga del giovane.

Il ferito non è in pericolo di vita.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 19:29
 
Disastro Costa Concordia: si costituisce comitato dei naufraghi
Sabato 21 Gennaio 2012 10:10

"E' stato costituito a Messina un comitato di ex naufraghi della Concordia che, con l'appoggio di Consumatori Associati, chiederà alla compagnia Costa almeno 500 mila euro per ogni naufrago perché ognuno di loro ha subito dei danni materiali, ma soprattutto un danno psicologico grave e irreversibile". Lo comunica in una nota l'avvocato Francesco Fiorillo, esperto di diritto della navigazione, che seguirà per l'associazione di consumatori le persone che hanno vissuto la terribile esperienza sulla Concordia. Portavoce del comitato sarà Giuseppe Lanzafame , ex marittimo che si trovava sulla nave e che per primo ha evidenziato i palesi errori del comandante Schettino. Lanzafame ha anche sottolineato l'impreparazione e la poca professionalità di molti membri dell'equipaggio che non avrebbero gestito in modo opportuno le operazioni di soccorso. "Consumatori Associati – ha spiegato Fiorillo - ha già presentato una denuncia alla Procura di Grosseto per chiedere di accertare se il personale che era a bordo della nave Concordia fosse stato adeguatamente istruito per una emergenza così grave. Ci risulta che la maggior parte delle persone impiegate sulle navi provenga dai paesi del Terzo Mondo (Bangladesh, Filippine, Cina etc.) e venga pagato solo poche centinaia di dollari al mese per turni che possono essere superiori anche a dodici ore di lavoro continuativo per dieci giorni consecutivi. Si tratta di personale che non parla l'italiano e che, secondo le testimonianze dei passeggeri, si è dimostrato impreparato a gestire l'emergenza. D'altronde è bene anche che la magistratura accerti perché i membri dell'equipaggio hanno dato dopo l'incidente informazioni poco serie affermando tra l'altro che tutto era a posto e che non c'era alcun pericolo e potevano tornare nelle loro cabine. Si dovrà capire se queste informazioni sono state date con l'approvazione della compagnia Costa e se la scelta di dare l'allarme solo dopo un'ora e venti minuti sia stato concordato tra Schettino e la Costa. Per noi sia il comandante che la compagnia di navigazione hanno le stesse responsabilità". Sconcertato per il modo in cui si sono svolte le operazioni di soccorso anche Lanzafame che ribadisce: "Oltre a non parlare né l'italiano ne l'inglese – gran parte del personale non era in grado di manovrare le scialuppe e sono sicuro che se non si fosse perso tanto tempo oggi molti sarebbero ancora vivi. Il comandante inoltre, non ha eseguito una manovra per salvare i passeggeri come ha affermato eseguendola dopo l'impatto, ma ha invece gettato le ancore subito dopo aver investito gli scogli secondo me aggravando la situazione. La sua non è stata una manovra voluta secondo me ma la traiettoria che la nave ha preso dopo che ha lanciato le ancore da sola". "Chiederemo – conclude Fiorillo – un risarcimento molto alto perché oltre ai beni materiali ci sono anche altri aspetti che non possono essere trascurati. Molti degli ex naufraghi infatti, non riescono a dormire la notte, sono spaventati anche solo se vedono il mare e i bambini non vogliono fare neanche fare la doccia. E' stata un 'esperienza che ha segnato profondamente le loro esistenze. Qualcuno aveva ipotizzato fosse un risarcimento congruo 10 mila euro ma noi non pensiamo che chi ha vissuto quei momenti con il rischio di morire e non dimenticherà mai quello che è accaduto non debba ricevere così poco. Tra l'altro molti avevano portato a bordo beni uguali o superiori già a questa cifra". "Siamo in contatto – conclude Fiorillo – con altri legali in tutto il mondo è faremo una causa insieme coinvolgendo centinaia di persone".


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