ATO Gesa: problemi per il pagamento delle spettanze e sindacati sul piede di guerra
Venerdì 19 Giugno 2009 11:01
discarica_sliding_thumb.jpgDopo gli stravolgimenti societari, con le dimissioni del Presidente Mancuso, adesso i sindacati di categoria temono nuovi ritardi nel pagamento delle spettanze mensili ai lavoratori.

 

" In provincia di Agrigento ed in particolare nell’Ambito Ottimale GESA AG2 la situazione relativa al pagamento dello stipendio mensile continua ad essere molto problematica". A denunciarlo sono i sindacati di categoria che pertanto chiedono un tempestivo intervento da parte dei vertici societari. " In tale ATO - si legge in una nota congiunta - da tempo si aspetta che la soluzione dei problemi finanziari si realizzi attraverso un altro debito nei confronti della Regione, con il ricorso al fondo di rotazione, peraltro, apprendiamo dalla stampa che il Presidente si dimette per sgombrare i dubbi che possa essere di intralcio alla concessione di questo prestito. Sempre che l’ATO GESA AG2 venga finanziato dalla regione siciliana, comunque i tempi saranno lunghi e si dovrà concorrere con il finanziamento chiesto da Palermo e Catania che da sempre contano più della nostra provincia considerata periferia della colonia".

" Inoltre - continuano i sindacalisti - dobbiamo riscontrare la lotta intestina tra le forze di maggioranza che paralizza il Governo al punto da non far capire se oggi in Sicilia abbiamo un governo nel pieno della propria azione, di fatto, tutto resta bloccato, compresa la riforma degli A.T.O.. La gestione dei rifiuti in Sicilia attraverso gli ATO è riconosciuto da tutti sia stato un fallimento, ogni giorno producono solo debiti, in buona sostanza brillano solo per inefficienza e tariffe troppo elevate, se fossero state vere e proprie aziende private avrebbero già chiuso per fallimento".

"Francamente a noi non interessa, se il nuovo presidente sarà più benvoluto ed avrà più opportunità di essere esaudito dal governo regionale visti i rapporti attuali tra l’MPA ed il PDL; l’unica cosa certa è che a fare le spese di tutto ciò sono i lavoratori con le loro famiglie. Essi sono stanchi delle continue mortificazioni a cui sono sottoposti tutti i mesi, con dignità non vogliono mettere più in piazza le difficoltà ed i disagi a cui incorrono per la mancanza del pagamento dello stipendio. Ogni mese continuano a finanziare questo sistema assurdo attraverso diverse giornate di sciopero, che nei fatti taglia la loro retribuzioni" concludono i sindacalisti che infine fanno un appello al Prefetto, alle istituzioni ed alla chiesa affinché si cambi registro anche con un eventuale commissariamento così come si sta realizzando per Palermo e Catania.  


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Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Giugno 2009 11:01
 

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