Operazione HYDRA: i dettagli del sistema della truffa
Venerdì 05 Marzo 2010 17:54

100_1684.jpgSocietà di comodo all'estero, fatture fittizie e direttori di banca "compiacenti". Un articolato sistema per indebiti vantaggi sui finanziamenti europei.



 

Il complesso ed ingegnoso sistema di frode individuato era finalizzato alla realizzazione degli investimenti produttivi con l'impiego dei soli fondi pubblici, senza alcun reale apporto di mezzi propri, invece previsto dalla normativa che regola l'erogazione delle agevolazioni finanziarie.

In particolare, le società finanziate, tutte gestite direttamente da GRIPPI Roberto, benché svolgessero attività diverse tra loro (nautica da diporto, produzione di porte e finestre in legno, noleggio di imbarcazioni da diporto, produzione di apparecchiature industriali) per l'acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature si sono serviti, ma solo cartolarmente, di una società inglese, la WOODMAC ENGINEERING Ltd, al fine di gonfiare le spese da rendicontare alle banche concessionarie per svariati milioni di euro.

Nel corso delle indagini però le Fiamme Gialle hanno appurato che in realtà la WOODMAC non era altro che una società interposta ai reali fornitori, anzi una delle società utilizzate come schermo per nascondere le reale provenienza dei beni.

Le società beneficiarie infatti si rivolgevano per gli acquisti di macchinari e attrezzature esclusivamente a fornitori nazionali, i quali, dietro direttive del GRIPPI, stipulavano i contratti di fornitura con un'altra società di diritto inglese, la TIMBER TECHNOLOGY & MACHINERY Ltd, anch'essa interposta tra i reali fornitori italiani ed il fornitore inglese dichiarato WOODMAC, al duplice scopo di celare il costo effettivo delle forniture e la reale provenienza degli stessi beni.

Attraverso la duplice interposizione delle società britanniche WOODMAC ENGINEERING e TIMBER TECHNOLOGY, i protagonisti della truffa hanno costituito uno schermo societario all'esterno del territorio nazionale, funzionale a disperdere le tracce dei flussi finanziari e delle false fatturazioni dei beni.

Complessivamente il giro di false fatture emesse dalle società britanniche e dagli altri fornitori nazionali compiacenti, facenti capo direttamente o indirettamente a GRIPPI, nonché dalle stesse società finanziate fra di loro, ammonta a un volume complessivo di circa 90 milioni di euro. Altresì, a rendere più complesso ed insidioso lo "schermo fittizio" è stato riscontrato che le somme di denaro originariamente provenienti dai finanziamenti pubblici, versate dalle società finanziate alla WOODMAC ENGINEERING Ltd, per il pagamento delle fittizie operazioni commerciali, rientravano nelle disponibilità delle stesse beneficiarie, dopo essere transitate dalla società inglese TIMBER TECHNOLOGY & MACHINERY Ltd ad una società asseritamente svizzera PLACMA AG, gestita da un insospettabile cittadino straniero.

Questi, a sua volta, riversava le somme ricevute nelle casse di altre società nazionali, socie delle beneficiarie e sempre riferibili a GRIPPI Roberto che, simulando fittizi versamenti di capitale sociale, le indirizzavano nuovamente a quest'ultime.

Un percorso circolare, quindi, che consentiva alle società gestite da GRIPPI, di poter beneficiare dei contributi comunitari pressoché a "costo zero", attraverso l'articolata interposizione delle società di comodo estere e la necessaria connessa produzione di fatture per operazioni inesistenti, il tutto in una cornice di apparente legalità e nell'ambito di semplici ed ordinarie operazioni commerciali.

Per la realizzazione di opere infrastrutturali poi, le società finanziate si sono avvalse di società nazionali riconducibili al nucleo familiare del GRIPPI, rendicontando alle banche concessionarie spese per importi notevolmente "gonfiati" rispetto a quelli realmente sostenuti.

Anche in questo caso, a rendere più insidioso l'accertamento dei reali flussi finanziari sottesi alle operazioni di appalto di lavori e soprattutto per il fittizio aumento del capitale sociale, le somme di denaro versate a tali fornitori, per il pagamento dei servizi resi, rientravano nella disponibilità delle società finanziate, dopo essere transitate sui conti personali dei fornitori erano successivamente trasferite sui conti personali di GRIPPI Roberto e CATALANO Salvatore, consentendogli così di effettuare i versamenti fittizi di capitale sociale imposti dalla normativa sulle agevolazioni finanziarie.

Fondamentale, nella realizzazione della ingente frode si è rilevato l'apporto di FEO Stefano, direttore pro-tempore della Filiale di Palermo della Banca Popolare di Lodi, il quale ha consentito l'esecuzione in "forzatura" di numerosi giroconti e operazioni bancarie tra conti correnti, intestati alle società finanziate ed ai loro soci, in totale assenza della necessaria copertura finanziaria.

In altre parole, attraverso le movimentazioni "in forzatura", il FEO, operando su conti correnti con disponibilità di poche migliaia di euro, simulava movimentazioni finanziarie milionarie, incrementando solo contabilmente il saldo dei conti, al fine di consentire al sodalizio criminale di eseguire i versamenti fittizi per gli aumenti di capitale sociale e i gonfiati pagamenti delle fatture false emesse dalle società fornitrici.




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