“Agrigento Nuove Ipotesi”: il Tempio della Pudicizia dalle pagine di Edward Boward
Domenica 28 Settembre 2008 13:34
akragas-tempio_della_pudicizia.jpg

 

Ecco un'anticipazione dell'articolo che uscirà sul prossimo numero di "Agrigento Nuove Ipotesi" dedicato al Tempio della Pudicizia, che contiene importanti novità sulla localizzazione del tempio.

"Si assottiglia la nebbia che avvolge il mistero della esistenza di un tempio dedicato al Pudore nella città di Akragas. La nuova chiave di lettura per l'identificazione del sito del cosiddetto tempio dedicato alla Castità o Pudicizia citato da Fazello arriva dalla lettura dalle pagine di Edward Boid, un viaggiatore inglese venuto ad Agrigento nel dicembre del 1824, il cui testo è stato ignorato per tutti questi anni.  La testimonianza di Boid, autore del libro "Travels through Sicily and the Lipari Islands in the Month of December 1824 by a Naval Officer", stampato a Londra 1827, ha un grande significato perché identifica con dovizia di particolari l'area dove sorgeva il tempio.

Scrive Boid: "Dopo colazione procedemmo su degli asini verso le rovine, accompagnati dal nostro ossequioso cicerone. La strada conduce fuori dalla porta orientale (la porta II quella di Gela), e dopo aver attraversato una discesa ripida sulla destra da cui una bella veduta della scena di fronte è degna di nota, passa lungo un declivio roccioso, cosparso di una infinità di scavi sepolcrali. Sulla destra si trova la città antica, delimitata ad est e a ovest dai due rami del fiume Akragas che si uniscono dopo circa un miglio prima di gettarsi in mare. Su un'altura conica verso est si trovava il Tempio di Aglaia (testo scritto in greco) dedicato alla castità così come suggerisce il nome e fu uno dei primi edifici dei coloni, che spesso lo chiamavano anche il Tempio delle Vergini, perché ai suoi altari era affidata la protezione di un certo numero di giovinette: da qui l'attribuzione del nome di una torre sorta al suo posto durante i disordini del Medio Evo, che in tempi più moderni era conosciuto come la ‘Torre delle Pulcelle; ma anche questa è scomparsa, e per identificare il luogo non rimane altro che pochi frammenti delle due costruzioni. Sull'angolo sud-orientale, vicino le mura che formavano la difesa verso il mare, ci sono le belle rovine del tempio di Giunone Lacinia."

Boid fu accompagnato nella sua visita alla Valle dei Templi, quasi certamente, da Raffello Politi. Resta un dubbio nel testo per la citazione, non molto leggibile, scritta in greco di Aglaia, una delle tre Grazie, anziché di Aidos, la divinità greca legata al Pudore e alla Castità, ma questo può essere dovuto ad un errore di stampa. 

Boid, personaggio molto noto nella letteratura del viaggo era un attento conoscitore dell'arte antica e dell'architettura. Qualche anno dopo il viaggio in Sicilia scrisse un saggio dal titolo "A Concise History and Analysis of all the principal styles of Architecture ... To which is added a sketch of the architecture of England. By an Amateur (i.e. Edward Boid).

Il racconto dello scrittore inglese, dal grande valore storico e documentale per la puntuale descrizione, avvicina la tesi di Tommaso Fazello che identifica il VI tempio nell'area ad est della città. Oggi nell'aera della porta seconda, fuori dalle mura sotto il curvone che collega il tempio di Giunone con la SS 155, sono visibili tracce dell'antica carreggiata della strada di Gela oltre a qualche rovina di epoca greco/romana ricoperta da una fitta vegetazione.

Fazello descrivendo i templi dell'antica Akragas scrisse che "Il«sesto tempio di Akragas era dedicato alla Pudicizia, il quale, eccetto il Tempio di Giove, era celebratissimo ed era lontano dal Tempio della Concordia poco più di mezzo miglio, posto in un cantone della città verso levante, ed oggi è detto la torre delle Pulcelle, e vi sono alcune colonne fesse, le quali non essendo dato loro qualche aiuto, rovineranno un giorno, con tutto il resto del Tempio». Questa descrizione, fino ad ora, ha fatto pensare che Fazello parlasse del tempio di Giunone, che peraltro egli cita senza specificarne l'ubicazione.

Che in epoca greca esistesse un culto dedicato al Pudore è attestato da numerosi autori tra cui Pausania il quale riporta di una statua del Pudore, fatta costruire da Icaro in onore a Penelope, mentre molti studiosi ritengono questo culto presente solo nei romani. In epoca moderna, a partire dal cinquecento, l'area del tempio di Giunone venne chiamata "torre delle Pulcelle".

Colt Hoare e Rezzonico alla fine del settecento avevano visto nella zona del Vallone San Leonardo, vicino il cosiddetto Ponte dei Morti, i resti di un tempio le cui rovine sono visibili anche ai nostri giorni, che le guide del tempo avevano indicato essere quelle del tempio dedicato al Pudore. 


Read 0 Comments... >>
Ultimo aggiornamento Domenica 28 Settembre 2008 13:40
 

Add comment



preparazione test universitari Agrigento - Scuola Test
 
Daniela Spalanca - Amici per sempre