Informazione e cultura "sul territorio"
Venerdì 01 Agosto 2008 03:04

grandangolo-logo.png fuoririga.jpgFuoririga in edicola da sabato 2 agosto.

Grandangolo: Rocco Iannì si era pentito, ma ha fatto marcia indietro; infiltrazioni mafiose e massoniche nel carcere di Sciacca: Indagine della DDA; Carabiniere sorpreso a mettere una microspia: scambiato per un killer; un altro indagato nell'operazione Marna.

 

Per la straordinaria richiesta del nuovo numero di "Fuoririga Speciale mafia agrigentina" l'editore della rivista, in accordo con il Giornale di Sicilia, ha deciso di rinviare di un giorno l'uscita in edicola. Le prenotazioni avevano, infatti, superato di gran lunga la tiratura prevista che era stata comunque di ben 9 mila copie. Per fare in modo che i lettori che non avevano effettuato alcuna prenotazione possano comunque avere una copia dello speciale si è deciso di ritardare di un giorno l'uscita così da permettere la stampa di ulteriori copie. Fuoririga Speciale Mafia sarà così in vendita da sabato 2 agosto in tutte le edicole dell'Agrigentino.

 

Grandangolo, il giornale di Agrigento diretto da Franco castaldo, dal 30 luglio e cioè con un giorno di anticipo rispetto alla naturale scadenza, è nelle edicole di tutta la provincia. Due pagine sono dedicate alle vicende mafiose. Di rilievo la vicenda di Rocco Ianni, ritenuto mafioso di spicco che aveva deciso di collaborare con la giustizia, sottoscritto un verbale e fatto le prime ammissioni. "Sono mafioso e prendevo ordine da Siculiana. So di appalti truccati e molto altro". Poi il ripensamento. "Stavo troppo male, ero depresso". Così, appunto, Rocco Iannì, mafioso di spessore per i giudici della Dda di Palermo, in un verbale rimasto sconosciuto a molti ma adesso parte integrante dell'inchiesta "Marna" recentemente conclusasi.  E proprio l'inchiesta Marna fa registrare un'altra sorpresa: c'è un nuovo indagato-imputato. Si tratta di Gerlando Giuseppe Gucciardo, altro siculianese che avrebbe posto in essere insieme al coindagato Calogero Bruno, alcuni atti intimidatori ai danni dell'impresa Frisella, di Partinico ed a Pasquale Novara titolare dell'impresa "Primavera" di Siculiana al fine di compiere un'estorsione. Bruno e Gucciardo,  in concorso tra loro, il Bruno in qualità di appartenente a Cosa Nostra, mediante atti intimidatori consistiti nel rivolgersi ai titolari della l'impresa Frisella ed a Pasquale Novara, e successivamente nel lasciare appesa alla maniglia del furgone Fiat Iveco di proprietà della ditta Frisella, il "segnale" vale a dire, una busta in plastica contenente una bottiglia con liquido infiammabile ed un accendino, atti diretti in modo non equivoco a costringere il titolare della impresa Frisella ad avvalersi dell'opera dell'impresa del Gerlando Giuseppe Gucciardo e non di quella del Novara, non consumandosi il reato di estorsione per motivi estranei alla volontà dei due. Intanto trapelano altre importanti novità dall'inchiesta Scacco matto. Innanzi tutto si sospetta di infiltrazioni mafiose nel carcere di Sciacca ed una massiccia volontà dei boss di far parte della massoneria. Poi, un'incredibile vicenda che vede Raffaele Sala, arrestato nell'ambito della medesima operazione, "monitorato" dai carabinieri. Ma a Sala non è venuto in mente di essere controllato dai militari bensì ha ritenuto di poter essere bersaglio di un attentato. I retroscena sono tutti da leggere.

 


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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Agosto 2008 10:25
 

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