| Una città a vocazione turistica ? Neanche per idea |
| Sabato 16 Agosto 2008 14:33 |
Quest'anno Agrigento ha offerto "il peggio di se" agli invero pochi turisti accorsi da ogni dove per ammirare le bellezze della nostra terra. E mentre i visitatori fuggono, l'economia locale continua a sprofondare.
Nella pausa ferragostana che ci siamo appena lasciati alle spalle, chi scrive, ha avuto modo di osservare direttamente le gesta di un manipolo di visitatori che hanno deciso di trascorrere le ferie nella città dei templi. Capitava, dunque, di incontrarli nel centro storico, nell'ormai dimenticata Kerkent che gli arabi vollero edificare all'estremo lembo occidentale del "colle". Nei loro occhi, un mix di stupore e rabbia. Stupore per la bellezza dei luoghi: viuzze antiche e strette dove riecheggiano le voci ed i suoni del passato. Rabbia, per il degrado che, specie nelle zone immediatamente a sud della cattedrale, rasenta la vergogna. Non una indicazione turistica, un belvedere pulito dove riposare e nemmeno l'ombra di bar, trattorie e ristoranti. Eppure loro, i turisti, tutti giovani e di nazionalità italiana, avrebbero consumato con estremo piacere un pranzo o anche un gelato, nel cuore del nostro centro storico: si sono dovuti accontentare delle macerie e della tanta spazzatura che da tempi immemori giace in diversi quartieri di Agrigento. Per loro, l'unica alternativa rimasta per poter consumare un pasto, era quella di tornare in via Atenea dove, tra l'altro, alloggiavano in uno dei tanti B&B sorti nell'ultimo quinquennio. Ad una, tutto sommato vasta, offerta di trattorie e ristoranti corrispondeva, però, un servizio non sempre all'altezza. Soprattutto in relazione ai prezzi: a dir poco esorbitanti. Dulcis in fundo, ad Agrigento c'è il mare. Chilometri di litorale incontaminato. Almeno fino all'anno scorso: si perchè gli stessi turisti, in prossimità dello stabilimento balneare "PS" di San Leone, hanno trovato un bel cartello che intimava loro il divieto di balneazione. Ai nostri sfortunatissimi, non restava altro da fare se non una capatina nel cuore della valle dei templi per godere, magari, dell'incomparabile spettacolo offerto dal tramonto sul mare africano. Almeno in quella circostanza, ebbero poco di cui lamentarsi: tralasciando il traffico per raggiungere la zona archeologica e cumuli di spazzatura nelle aree di sosta. Per concludere "in bellezza", i nostri ospiti manifestavano dunque la volontà di trascorrere una allegra serata nella borgata di San Leone, tra musica e divertimento. Piazzale Aster, sembrava una sorta di arena dove corpulenti gladiatori erano pronti a darsele di santa ragione. Poi, come d'incanto, un black out elettrico suscitava fragorosi applausi nonchè le urla festanti degli agrigentini. Per i nostri sfortunati ospiti, invece, era il momento di tornare a casa, un pò sconvolti e frastornati. Abbiamo utilizzato, nella narrazione dei fatti, il tempo passato. Ma come molti di voi avranno capito il tutto risale a ieri venerdì 15 agosto. E parlare ancora di vocazione turistica, o peggio ancora, di passi avanti compiuti negli ultimi anni in tal direzione, è quanto meno umiliante per chi non ha intenzione di perdere ogni contatto con la realtà circostante. Pietro Fattori Read 0 Comments... >> |
| Ultimo aggiornamento Sabato 16 Agosto 2008 14:34 |







Quest'anno Agrigento ha offerto "il peggio di se" agli invero pochi turisti accorsi da ogni dove per ammirare le bellezze della nostra terra. E mentre i visitatori fuggono, l'economia locale continua a sprofondare.

