| Notte Bianca o sagra di paese ? |
| Lunedì 15 Settembre 2008 10:00 |
Non vogliamo azzardare paragoni con la concomitante "sagra della salsiccia" di Aragona, ma la notte bianca di Agrigento si è trasformata nell'ennesima "occasione mancata".
Premessa: i ragazzi dell'Associazione il Tamburino hanno sicuramente organizzato tutto con il massimo impegno. Purtroppo, forse per inesperienza, forse per tanti altri motivi, la seconda notte bianca agrigentina, nonostante i favori di una larga fetta della popolazione, si è trasformata nell'ennesima occasione mancata. Il perchè è presto detto. Merito, dicevamo, agli organizzatori: tante iniziative in diversi punti del centro storico. Da piazza stazione a piazza Pirandello. Ma anche nei punti più nascosti della città vecchia. Peccato che nessuno si sia premurato ad allestire una cartellonistica in grado di guidare gli, invero numerosi, visitatori tra vicoli e cortili del cuore antico e abbandonato della città. Risultato: agli spettacolini "collaterali" hanno presenziato amici e parenti degli artisti, con buona pace di chi si è impegnato per voltare pagina rispetto all'edizione precedente. Ergo, si è ricreato il solito ed odioso ingorgo di gente all'altezza di due noti locali notturni, che ha paralizzato il traffico pedonale. Ed ancora: alle 21, la maggior parte dei negozianti della via Atenea avevano abbassato la saracinesca. "Ma non è la Notte Bianca? I negozi dovrebbero restare aperti fino all'alba, è una occasione unica anche dal punto di vista economico!" Domande più che lecite: purtroppo, forse a causa di una mentalità difficile da abbattere che affligge i commercianti agrigentini, fatta eccezione per qualche attività (bar, ristoranti e un paio di negozi d'abbigliamento) in via Atenea c'erano saracinesche abbassate e voglia di lavorare pari allo zero. Altra nota dolente: ancor prima che iniziassero gli spettacoli, e quindi attorno alle 22, i cestini per la raccolta dei rifiuti erano già stracolmi. Morale della favola: a mezzanotte il manto stradale della via Atenea si era trasformato in un tappeto di carta straccia, bottiglie di vetro e tanti altri rifiuti. Nessuno poteva, quindi, prevedere che l'arrivo di migliaia di visitatori avrebbe richiesto la presenza di un maggior numero di cassonetti ? Un fallimento quindi ? Ci mancherebbe altro. Di passi in avanti, rispetto all'edizione precedente se ne sono fatti. Peccato che, stando così le cose, la cosidetta "Notte Bianca", altro non è che un sabato qualunque, un sabato agrigentino arricchito da qualche concertino qua e là. Del resto, alle 3 del mattino, in via Atenea non c'era più nessuno....un pò come accade nelle sagre paesane, dove, finito lo spettacolo pirotecnico, si torna a casa e ci si da l'appuntamento all'anno prossimo.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2008 02:58 |







Non vogliamo azzardare paragoni con la concomitante "sagra della salsiccia" di Aragona, ma la notte bianca di Agrigento si è trasformata nell'ennesima "occasione mancata".

