| Nel ciclo dei rifiuti le regole non si applicano e pochi agiscono |
| Scritto da Redazione |
| Giovedì 10 Luglio 2008 15:18 |
Duro intervento di Confindustria Agrigento sulla mala gestione delle società di matrice pubblica.
Confindustria Agrigento interviene sulla mala gestione delle società di matrice pubblica, nel caso specifico quelle operanti nel ciclo integrato dei rifiuti, sottolineandone la gravità in termini di influenza negativa sul sano andamento della filiera produttiva.
Giancarlo Alongi - Presidente della Sezione del ciclo integrato dei rifiuti di Confindustria Agrigento - è intervenuto per rilevare che troppe volte le imprese che operano nel mercato devono registrare atteggiamenti contrari al primario interesse dei Cittadini: fruire di servizi regolari e pagarli ad un prezzo equo. Sulla stampa di oggi e dei giorni scorsi abbiamo dovuto rilevare che i mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti della Spa pubblica Dedalo Ambiente "sono vetusti e continuano a far registrare continuamente dei guasti ". Dedalo, come diverse altre Spa pubbliche, senza alcuna procedura di gara opera in un ciclo produttivo nel quale è richiesta competenza, strutturazione, dotazione di parco mezzi ed attrezzature, esperienza etc.: siamo chiamati con i nostri Lavoratori a prendere atto che di ciò pochi si preoccupano. Ci riferiamo alle verifiche rispetto a che cosa succede attorno a diverse Spa pubbliche. L'industria di settore che aderisce a Confindustria - ha chiarito Alongi - più volte ha ribadito l'inopportuna condotta di chi (quale pubblico amministratore) ha affidato senza gara un servizio pubblico ed ora - addirittura - apprendiamo dalla stampa che oltre a non effettuare le gare (obbligo di legge) pretende di trasportare i rifiuti con mezzi vetusti che costituiscono, per certi aspetti, una seria e concreta minaccia sia sotto l'aspetto della sicurezza e sia dal lato igienico e sanitario. Le imprese che operano nel settore con le diverse centinaia di Lavoratori occupati devono prendere atto che al pubblico è consentito anche di dichiarare la pericolosità dei mezzi che utilizza e ciò nell'assordante silenzio di tutti. Laddove la stessa cosa fosse accaduta ad un privato avremmo assistito alle grida di scandalo da parte di tutti (stampa e politica), ma con amarezza dobbiamo continuare a registrare che si pratica la regola di un peso e due misure. Il punto è che a pagare tutto ciò sono i Cittadini che, proprio per ciò, riteniamo di portare a conoscenza della gravità dei fatti. Ha ragione il Presidente Marcegaglia quando sostiene che - in troppi casi - le imprese devono confrontarsi con una pubblica amministrazione che alcune volte fa finta di non vedere.
Un intervento che, in generale, evidenzia la difficoltà di crescere (in senso lato) non solo per la comunità delle imprese, ma per l'intera collettività: efficacia, efficienza e qualità (di pari passo con l'economicità) non possono e non devono essere mero obiettivo dei privati, ma la regola fondante di ogni intervento imprenditoriale posto in essere, prescindendo dalla compagine societaria che vi è alle spalle. In caso contrario, in un sistema di competizione asimmetrica, il rischio è indiscutibilmente la distorsione della filiera ed un potenziale aggravio dei costi e/o carenza nei servizi prestati. Andrea Messina Read 0 Comments... >> |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Luglio 2008 16:49 |









