L’economia regionale tra credito d’imposta e accorpamenti
Scritto da *AM*   
Mercoledì 30 Settembre 2009 23:45

fabbrica-operaio.jpgParere positivo della UE sul credito d'imposta regionale. Cimino: "E' un grande risultato per la Regione Siciliana". Nel mentre Di Mauro ribadisce: "Chiuderemo centinaia di enti e società pubbliche e ne accorperemo le competenze in pochi soggetti".

 

La storia del DDL 239/2008, a firma Lombardo - Cimino, inizia  negli ultimi mesi del 2008. Ora l'Unione Europea, commenta il presidente della Regione in una conferenza stampa congiunta con l'assessore regionale al bilancio Di Mauro a Palazzo d'Orleans, ha deciso di autorizzare il credito di imposta per le imprese siciliane. "La fiscalità compensativa - dice Lombardo - costituisce uno degli obiettivi più importanti del mio programma di governo. Essa, oltre a svolgere un ruolo cruciale per lo sviluppo territoriale, costituisce un elemento fondamentale per la valorizzazione del concetto di autonomia finanziaria e tributaria sancita nello Statuto".

Gli fa eco Di Mauro che ribadisce che "gli aiuti alle imprese previsti dal disegno di legge potrebbero produrre una crescita consistente del prodotto interno lordo regionale al termine del periodo, con un incremento anche del numero di occupati".

L'assessorato al Bilancio ha infatti condotto uno studio la facoltà di Economia dell'Università di Palermo e con l'istituto Prometeia per valutare l'impatto delle misure agevolative sul tessuto economico regionale, in termini di incremento del Pil e dell'occupazione. Lo studio ha portato alla conclusione che, a fronte di un'incentivazione complessiva di 600 milioni di euro (120 milioni all'anno dal 2009 al 2013), gli investimenti fissi lordi aumentano complessivamente di oltre 3.200 milioni di euro. Secondo lo studio, il Pil regionale aumenterebbe nel 2009-2013  di oltre 3.700 milioni di euro pari all'1,1 per cento. Anche l'occupazione ha una dinamica positiva di oltre 11.000 occupati, lo 0,7% rispetto alla situazione senza agevolazioni. L'effetto immediato delle agevolazioni è quello di aumentare gli investimenti fissi lordi e, negli anni successivi i maggiori investimenti stimolati dalle agevolazioni esercitano un effetto sempre maggiore di espansione della base produttiva.

Ma, adesso, "l'auspicio è - aggiunge l'assessore - che il disegno di legge possa viaggiare spedito verso l'approvazione dell'Ars, con il concorso di tutte le forze parlamentari, visto il voto favorevole bipartisan in commissione" (che lo aveva votato all'unanimità, ndr).

Entusiasta l'ex assessore al bilancio Cimino: "E' un grande risultato per la Regione siciliana, ed è anche la conferma che quando si lavora bene, l'Europa è vicina e amica di un territorio difficile come il nostro, ma  di cui andare fieri. L'approvazione del credito d'imposta da parte della Commissione europea apre la strada alla  fiscalità di vantaggio, che insieme all'utilizzo delle risorse Fas darà un impulso concreto alle imprese agricole e agroalimentari e a tutte le altre attività produttive che operano in territori svantaggiati". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Michele Cimino. Cimino rivolge "un forte ringraziamento al dipartimento regionale Bilancio e Finanze, alla commissione Bilancio dell'Ars e alle associazioni di categoria. Il risultato di oggi - sottolinea - è premiante per il lavoro svolto".

Intanto Di Mauro parla anche della manovra correttiva da un miliardo: "Abbiamo approvato in giunta una manovra correttiva di oltre un miliardo di euro, che chiude parte del deficit  strutturale della Regione - dice Di Mauro - con un recupero di 750 milioni di euro attraverso risparmi di spesa e maggiori entrate legate alla restituzione di somme che lo Stato deve alla Regione a seguito della stipula dell'accordo sulla Sanità. Dal gennaio 2010 - continua l'assessore - abbiamo stabilito una riduzione media dei capitoli di bilancio del 12%, riconducendo la spesa a quella del 2008 diminuita dello 0,6%, come peraltro indicava il patto di stabilità stipulato da Stato e Regione nel 2008. È importante sottolineare, comunque - conclude l'assessore - che non ci saranno particolari ricadute sulle spese produttive perché potremo contare sulle risorse comunitarie e su quelle del Par Fas assegnate alla Sicilia".

Ancora Di Mauro commenta nella giornata di oggi con una nota le dichiarazioni del deputato regionale Pippo Gianni sulla costituzione di due nuove società pubbliche regionali e ribadisce che "la strategia del governo della Regione per il riordino delle società partecipate è chiara e coerente, ed è diretta a razionalizzare, ridurre e riqualificare la spesa pubblica regionale, attraverso la soppressione di alcune e l'accorpamento delle altre. Punti sui quali il Documento di programmazione economica e finanziaria è chiarissimo e non ammette equivoci. La possibilità di costituire nuove società pubbliche - dice Di Mauro - è soltanto l'epilogo di un percorso logico e necessario che passa dalla drastica riduzione del numero di enti, che sono decine e che non hanno garantito l'efficienza e la economicità della gestione dei servizi resi. Il governo ha già disposto le prime liquidazioni e, nel contempo, ha provveduto a ridurre il numero dei componenti dei consigli di amministrazione e i loro compensi. Il ricorso a nuove strutture, in settori strategici per la pubblica amministrazione - chiarisce l'assessore - è dovuta all'esigenza di garantire una gestione meno frazionata e frammentaria, e di maggiore incisività degli interventi attraverso la concentrazione di compiti e funzioni, introducendo il principio della regia unica in settori chiave della nostra economia, come richiesto anche dalle norme comunitarie. Gli obiettivi che perseguiamo sono il contenimento della spesa, l'innalzamento della qualità dei servizi, un migliore utilizzo del personale e la capacità di utilizzare le risorse extraregionali, in modo da liberare risorse del bilancio della Regione. Devono essere società pubbliche, viste le loro finalità connesse a servizi da rendere alla collettività. Ma, la rottura con il passato è netta, perché il principio di efficienza sarebbe garantito dalla responsabilizzazione dei vertici attraverso un rigido controllo sul raggiungimento degli obiettivi e degli equilibri di bilancio, per come ribadito nella manovra correttiva che estende l'obbligo del rispetto del patto di stabilità anche per gli enti e le società regionali. Di Mauro cita un esempio su tutti: "il comparto agricolo-forestale, nel quale operano una pletora di enti e società, con duplicazione di competenze e attività, che possono essere accorpate in un unico soggetto che svolga in house tutti i servizi, con un considerevole risparmio per il bilancio regionale. L'onorevole Gianni - conclude Di Mauro - cade nello stesso errore dell'onorevole Caputo: a termini di regolamento dell'Ars, la competenza sul Dpef è della  commissione Bilancio; le altre commissioni, possono esprimere osservazioni e proposte da inviare alla seconda commissione".

 

 

 

 


Read 0 Comments... >>
Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Settembre 2009 23:51
 

Add comment



preparazione test universitari Agrigento - Scuola Test
 
Daniela Spalanca - Amici per sempre