Turismo siciliano e cultura dell’accoglienza: una sfida per di rilancio del territorio
Scritto da Redazione   
Lunedì 25 Agosto 2008 23:11

bufardeci_titti.jpgBufardeci traccia un macro-quadro del settore turistico e spinge la massimizzazione in termini di efficacia ed efficienza negli investimenti.

 

Il vicepresidente della Regione siciliana, nonché assessore al turismo, Titti Bufardeci, rilancia sul calo attualmente in atto nel settore turistico sia in Sicilia sia nell'intera penisola: "vogliamo che il turismo diventi il motore della ripresa e dello sviluppo dell'economia nella nostra regione. Al momento - ha spiegato Bufardeci - secondo quanto riportato dagli organi di informazione, le previsioni dicono che l'intero paese e anche la Sicilia stanno perdendo delle quote di mercato. Non possiamo rischiare di perderne altre e dobbiamo predisporre una strategia che, con un approccio di sistema, sia in grado di determinarne un rilancio complessivo. Su questi dati, seppur parziali - continua Bufardeci - pesa la crisi economica che incide  sul bilancio delle famiglie e sull'aumento esponenziale del prezzo dei carburanti, ma bisogna pensare in positivo. La Sicilia è un sogno, è una regione unica al mondo, per storia, tradizioni, bellezze naturali e cultura - dice Bufardeci - ed è arrivato il momento di promuovere davvero la nostra regione".

Le analisi disponibili tracciano un quadro in cui in Italia esistono almeno 21 politiche di promozione, ognuna in capo a una singola regione. Con una spesa di oltre 7 miliardi negli ultimi 6 anni. Alla Sicilia sono attribuiti oltre 130 milioni di investimento per la promozione turistica negli ultimi sei anni. Numeri che fanno impressione, pensando alla contrazione degli arrivi. "Credo - spiega Bufardeci - che bisogna pensare in maniera diversa e fare sì che a ogni euro speso corrisponda un turista in più". Per il vicepresidente "non esiste un problema turismo. Esiste semmai un problema di sistema: per questo l'idea del governo siciliano è quella di sviluppare una forte azione di promozione condivisa dagli operatori del settore. Che sia un richiamo sulla qualità dei servizi offerti, faccia leva sulla valorizzazione delle eccellenze che caratterizzano il territorio e accresca la politica dell'accoglienza. Proprio su questo punto pensiamo di realizzare campagne mirate ai siciliani alla cultura dell'ospitalità. Se i dati comunicati oggi dai media verranno confermati - conclude il vicepresidente della regione - probabilmente avremo perso quel margine del 3 per cento guadagnato negli ultimi anni. Ma c'è anche da dire che si conferma l'impegno del settore a diventare una risorsa primaria. Negli ultimi cinque anni i posti letto degli alberghi sono cresciuti di 22.500 unità, negli esercizi complementari l'aumento è stato di 8.300 posti letto. In particolare, sono aumentati del 123% i posti letti nei 5 e 4 stelle e del 55% nei 3 stelle. Inoltre, stiamo accelerando sensibilmente la spesa dei fondi Ue per il settore delle infrastrutture turistiche. Grazie allo scorrimento delle graduatorie, dalla fine di giugno a oggi sono stati attribuiti oltre trenta milioni di euro di fondi comunitari relativi alla misura 4.19 del Por 2000-2006. Altre somme si potranno liberare con il prossimo scorrimento delle graduatorie. Anche sulla portualità turistiche sono stati realizzati ingenti investimenti strutturali  e oggi la nostra regione può essere veramente competitiva in questo segmento di mercato".


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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Agosto 2008 23:15
 

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