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| L'odissea quotidiana dei pendolari |
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| Scritto da Redazione |
| Giovedì 15 Ottobre 2009 12:22 |
| Questo articolo è stato letto: 486 volte |
Reportage di InfoAgrigento.it tra studenti e lavoratori pendolari; "lo stato di salute" delle vie di comunicazione e le prospettive per il futuro. Di Mauro Indelicato.
Come ben si sa, il mese di Ottobre non porta con sé solo le prime piogge e le prime giornate fresche dopo l’Estate, ma anche l’inizio delle lezioni universitarie e scolastiche.Un grosso flusso di pendolari quindi, vanno e vengono dalla nostra città; tra Domenica e Lunedì, il piazzale Rosselli e le stazioni di Agrigento Centrale ed Agrigento Bassa, vengono affollate da quegli universitari che studiano negli atenei siciliani, specie a Palermo ed a Catania, mentre negli altri giorni della settimana a prendere d’assalto le nostre strutture ricettive sono i ragazzi e le ragazze che studiano nella città dei templi, sia presso il Polo Universitario, sia nelle varie scuole superiori.Per entrambe le categorie, certamente la vita non è semplice; la carenza infrastrutturale di cui soffre la provincia di Agrigento è nota a tutti, generando disagi sia per chi va e sia per chi viene.Proprio recentemente, ha destato molto scalpore la protesta intentata dagli studenti di Grotte; il paese, si trova ad appena dieci minuti dalla stazione di Aragona Caldare e quindi dall’area urbana del capoluogo, dunque il mezzo ferroviario è di gran lunga più conveniente rispetto ad un qualsiasi mezzo gommato ed ogni mattina i pendolari grottesi, sfruttando i treni regionali da e per Caltanissetta e Catania, arrivano nelle varie sedi di studio.
Ma Trenitalia per le tratte prima citate, usa un solo convoglio delle automotrici ALn668, adeguate per affrontare le ferrovie della nostra provincia, ma non altrettanto per rispondere alla domanda di passeggeri giornaliera. Da qui il disagio di molti pendolari costretti ad affrontare quasi mezz’ora di viaggio in piedi; ecco dunque il motivo che ha portato nei giorni scorsi all’occupazione dei binari della stazione di Grotte e ad un sit-in innanzi il palazzo della prefettura.In tal proposito, l’associazione “Ferrovie Kaos”, che si occupa del mantenimento e recupero del patrimonio ferroviario provinciale, si è fatta portavoce di questi disagi, proponendo la messa in funzione nella linea per Catania del ben più capiente e comodo “Minuetto”, già in uso nella tratta per Palermo, oppure in alternativa, agganciare tre, e non solo uno, convogli ALn668.Ma quello di Grotte e dei “suoi” pendolari è solo uno dei tanti casi di disagio degli studenti agrigentini.Per esempio, non ha vita facile chi studia a Catania; se da un lato il capoluogo etneo viene considerato addirittura migliore in termini di qualità della vita rispetto a Palermo, dall’altro però, viene snobbato da molti per via dei collegamenti. Infatti, con l’autobus il tempo medio è di due ore e mezzo, che diventano tre per affrontare l’affollatissima tangenziale ed arrivare in centro. Per non parlare del collegamento ferroviario; al di là del fatto che i treni da Agrigento a Catania sono soltanto tre al giorno ed uno di essi è rappresentato dalla “Freccia del sud” che dal 1 Gennaio 2009 verrà soppresso, la cosa più preoccupante è che se tutto va bene, il viaggio dure sulle tre ore e mezza.“Chi va a Palermo ha la fortuna di impiegare due ore e quindi può partire anche di Lunedì e scendere ogni fine settimana. Io che studio a Catania, così come tutti gli agrigentini che abitano lì, devo per forza sacrificare la Domenica e scendere una volta ogni 15 giorni se non si vuole sacrificare lo studio appresso a treni ed autobus” è lo sfogo di una studentessa agrigentina.Come detto prima, disagi minori per chi va a Palermo. Sia in autobus, sia in treno, il tempo è di due ore; di certo non un tempo che si possa definire “normale” se paragonato alle distanze temporali che separano le principali città del nord, ma per gli standard siciliani è già mediamente sufficiente.
Alcune buone notizie per i pendolari che vanno a Palermo vengono rappresentate dai lavori, che procedono al momento senza particolari intoppi, della nuova galleria ferroviaria posta tra Castronovo e Roccapalumba, che accorcerà il tragitto verso il capoluogo siciliano.Difficoltà invece per chi fa il percorso inverso, ossia per quegli studenti che da Palermo si spostano ad Agrigento; tempo addietro, svolgendo un’inchiesta sulla condizione degli universitari fuori sede presenti nella città dei templi, si evidenziava come esiste una certa discordanza tra gli orari di arrivo a piazzale Rosselli degli autobus extra-urbani e quelli urbani. Infatti, spesso sono in molti a dover aspettare anche per più di mezz’ora, con le valigie in mano, l’autobus cittadino che conduca al polo universitario o nelle varie case. Un problema questo, che anche chi viene da altre località ha spesso evidenziato.Al di là delle due principali città dell’isola, i pendolari agrigentini raggiungono anche altri capoluoghi. Come nel caso di Trapani e Caltanissetta, dove esistono due conservatori ed alcune sezioni distaccate dell’università di Palermo, frequentate da una piccola ma significativa presenza di nostri concittadini.Per chi raggiunge Caltanissetta, l’autobus rappresenta il mezzo più gettonato, visto che impiega mediamente tre quarti d’ora e, con l’avvio dei lavori di raddoppio della SS 640, la prospettiva è di ridurre ulteriormente in futuro questo tempo di percorrenza. Con il treno, la tratta è coperta in un’ora e mezzo con la già citata automotrice ALn668, rendendo il viaggio non particolarmente comodo. Ma ancora più problematica è la situazione per chi deve recarsi a Trapani. Dal 1978 non esiste alcun collegamento ferroviario da Agrigento e dal 1986 da Ribera, per cui ci si può affidare solamente agli autobus, che però, servendo tutti i comuni della fascia costiera verso Sciacca e fermandosi anche presso l’aeroporto Birgi Novo (frequentatissimo dagli agrigentini per via dei voli low cost), impiega quattro ore e mezzo. Quindi spesso, per non dire quasi sempre, ci si affida al mezzo proprio, viaggiando due o tre volte alla settimana nella poco raccomandabile SS 115, come conferma uno studente agrigentino del conservatorio di Trapani: “Il tempo di percorrenza degli autobus è troppo elevato. Io, come tanti altri, ho diversi impegni il fine settimana ad Agrigento e la Domenica non posso partire, quindi l’unico modo per essere il Lunedì mattina a Trapani è usare la mia macchina, con cui impiego circa due orette e mezzo.”In sintesi, emerge un quadro sconcertante (e non è di certo una sorpresa) sulle difficoltà che i pendolari agrigentini hanno nel raggiungere i posti di studio e di lavoro, così come sono diverse le problematiche di chi deve venire ad Agrigento. Ma, fin qui, ci si è limitati a parlare dei collegamenti “ordinari”, ossia quei collegamenti indispensabili per andare a studiare o a lavorare.
Ben più grave si presenterebbe la situazione, se si fosse tenuto conto anche dei collegamenti con le principali città turistiche dell’isola. Con Taormina, per esempio, non esistono collegamenti diretti di autobus, mentre l’unico collegamento ferroviario diretto è rappresentato dalla “moribonda” Freccia del Sud; con Siracusa non esistono collegamenti diretti né con autobus, né con treni ed è eloquente in proposito l’episodio che personalmente ho visto giorni fa sul treno Palermo-Agrigento. Una coppia di turisti, speranzosa di raggiungere il centro di Ortigia dalla nostra città, ha chiesto al controllore quali mezzi ferroviari ci fossero a disposizione per arrivare a Siracusa; il controllore, sconsolato, accenna dapprima ad una risata sarcastica, poi allarga le braccia e consiglia alla coppia di raggiungere Catania e da lì spostarsi in autobus.Una situazione difficile dunque, che si spera possa essere resa più vivibile, con un’opera di costruzione ed ammodernamento delle principali reti viarie. In tal senso, l’avvio del raddoppio della SS 640, della sistemazione della ferrovia PA-AG ed i buoni propositi sulla SS 189 e SS 115 messi in campo dalla provincia rappresentano un buon segnale, ma è ancora l’inizio di un difficile percorso per far sì che l’esasperazione degli studenti di Grotte rimanga un caso isolato.
Mauro Indelicato
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Dicembre 2009 15:23 |
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