"Paralisi amministrativa a Favara": l'intervento di Nino Bosco
Giovedì 02 Settembre 2010 12:08

"Si respira un clima confuso e poco sereno a Favara in questo momento, sia sotto l'aspetto politico che sotto quello sociale".

Ad affermarlo, con toni preoccupati è il parlamentare favarese del Pdl, Nino Bosco, che consegna alla stampa un'ampia riflessione sullo status quo e sulla cose da fare per dare una svolta alla politica cittadina.

 

"E' necessario - secondo Bosco -  lavorare perché in Città si costruisca la pace sociale che consenta ai nostri concittadini di essere tutelati dalle istituzioni coinvolgendo tutte le forze sane della comunità, dalla Chiesa alle associazioni, dai giovani, a quella politica che sia servizio per i cittadini e il territorio.
Un grazie personale lo voglio rivolgere alle forze dell'ordine che lavorano per la legalità della nostra Città, invito tutti ad andare avanti nel lavoro di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali con la collaborazione fattiva delle istituzioni in un percorso virtuoso per la crescita socioeconomica e culturale complessiva. Tengo a ricordare la data del 23 gennaio in cui persero la vita nel crollo dalla loro case, Marianna e Maria Chiara, in quanto tale giorno ha sancito un punto di non ritorno per Favara. Dopo tanti mesi è accaduto quanto purtroppo avevo previsto, cioè il silenzio da parte di coloro che sono venuti a fare passerella politica nei giorni successivi alla tragedia: il Presidente della Regione e gli Assessori regionali. Tante promesse non mantenute, tante parole non seguite dai fatti".


"A questo proposito - continua il deputato -  avevo presentato anche una interrogazione parlamentare per ricordare con forza al governo regionale il momento di forte crisi e lo sconforto che la comunità sta vivendo; che gli sfollati dalle case pericolanti stanno ancora aspettando risposte, che il nostro centro storico è rimasto nell'abbandono in attesa dei finanziamenti regionali per il suo recupero.
Mi preme rivolgere un invito sincero e forte al Sig. Sindaco, lo faccio da uomo delle istituzioni - anche se in posizione di opposizione politica dello stesso - da parlamentare innamorato della propria Città. Favara sotto la sua guida non ha avuto nessuna crescita, non è riuscita a cambiare la rotta, non ha sancito il, tanto atteso, momento di discontinuità politico amministrativa rispetto a chi ci ha guidato nei decenni passati ed è certamente responsabile di un presente che ha visto accadere tragedie come quella del 23 gennaio scorso.
Lei Sig. Sindaco ha dato vita a tre Giunte in tre anni, e si accinge a formarne una quarta. La invito a fare in fretta nell'interesse della Città o se, non dovesse essere in grado di farlo, a dimettersi e dare la parola agli elettori. Favara ha bisogno di essere amministrata e guidata da chi ha idee chiare per lo sviluppo del territorio.
Purtroppo, Sig. Sindaco, la vedo concentrata solo ed esclusivamente al mantenimento della poltrona e a pensare di salvare il posto che occupa, pronto a costruire maggioranze politiche che tra qualche mese si scioglieranno come neve al sole".


"E così, mentre Lei si interessa alla poltrona, le emergenze continuano a crescere, si vedano i problemi irrisolti collegati all'approvvigionamento idrico, ai rifiuti, alla microcriminalità, alla viabilità, al disagio giovanile etc.etc.
Il mio è stato sempre un percorso coerente e alla luce del sole. Dinnanzi ad ogni mia decisione politica ho messo sempre la mia faccia, chiedendo anche scusa ai favaresi per averla candidata.
Il mio interesse è sempre massimo e lo sanno i favaresi.
Nei due anni di mia attività parlamentare, seppur in opposizione al governo, traguardi importanti sento di averli raggiunti. Mi riferisco al disegno di legge sul recupero del contro storico di Favara, già approvato dalla commissione regionale competente e che nei prossimi mesi andrà all'esame dell'Aula parlamentare; mi riferisco ai due importanti finanziamenti per piazza Garibaldi e per l'ex quartiere Stazione, alla nascita di una associazione che è diventata punto di incontro per decine di giovani, alla mia battaglia contro la realizzazione del parco eolico che deturperebbe il nostro territorio.
E' necessario che lei prenda atto di tale fallimento politico amministrativo e che soprattutto comprenda che solo con le sue dimissioni questa Città potrà costruire una nuova speranza e un percorso in grado di recuperare i tre anni perduti sotto la sua guida", conclude Nino Bosco.


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