A proposito di water-front... PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Riccobene   
Martedì 03 Gennaio 2012 13:26

porticciolo_san_leoneAnni fa, tre o quattro almeno, assieme ad alcuni amici e all'allora mia fidanzata e adesso moglie, tutti bravi architetti, ingegneri e urbanisti, partecipai a un concorso di idee sulla riqualificazione del fronte a mare (waterfront) di S. Leone. Ci piazzammo terzi, giusto per la cronaca. I progetti presentati erano una cinquantina, tutti validi e interessanti, taluni grondanti talento e passione. E quando i progetti sono così validi, nel solco della migliore tradizione amministrativa locale, vengono riposti nei cassetti delle "ortodosse" amministrazioni comunali e (come in questo caso) provinciali. L'unica eccezione alla "incassettatura" dei buoni progetti, nel caso specifico, fu riservata ai progetti che si piazzarono primi in classifica: vennero tolti fuori dal cassetto e appesi alle pareti di una sala della provincia, in via Acrone. Una leggerissima eterodossia, uno "svarione" più di forma che di sostanza. Non ci vado da mesi, ma ritengo siano ancora lì.

Il bando, tra l'altro, prevedeva di ipotizzare la riqualificazione del porticciolo turistico di S. Leone. Un argomento che, di tanto in tanto, viene strumentalmente utilizzato da qualche politico (!) locale per ricordare all'amministratore di turno che il porticciolo è un'infrastruttura a tratti più che fatiscente, non funzionale, non a norma, con tanti di quei problemi da rendere obbligatoria la immediata cancellazione dell'aggettivo "turistico" e, tra qualche tempo, persino quella del sostantivo "porticciolo".

Questo il quadro. Per qualcuno desolante. Per me avvilente. Ma tant'è.

Alcuni imprenditori, un paio d'anni fa, a seguito di un iter durato più di un lustro, ebbero la possibilità di piazzare nuovi pontili galleggianti sulla banchina di ponente del cosiddetto porticciolo turistico di S. Leone.

La fatiscenza dell'infrastruttura "obbligò" l'Ufficio del Genio Civile Opere Marittime, che si occupava degli aspetti prettamente tecnico – marittimi dei progetti presentati, a subordinare le attività di detti pontili – udite udite – all'utilizzo per l'ormeggio nella sola stagione estiva. Come dire, "i progetti vanno bene, voi investirete 200 o 300.000 euro e pagherete concessioni demaniali carissime, ma potrete ospitare le imbarcazioni solo da giugno a settembre". Un parere all'insegna del turismo stagionale, insomma. Qualcuno si chiederà il perché di questo parere così stringente e vincolante. Presto spiegato: il (cosiddetto) porticciolo turistico, in realtà, è un'opera incompleta. Le mareggiate di scirocco hanno facile accesso alla porzione di ponente del porto e rischiano, in casi di eventi meteo particolarmente sfavorevoli, di danneggiare i pontili e le imbarcazioni ivi ormeggiate.

A ben guardare, anche le mareggiate di ponente, scavalcando massicciate e banchine, rischia di danneggiare le strutture poste sulle aree in concessione. E così è inibito il loro utilizzo, quando non addirittura prescritto lo smontaggio durante nove mesi su dodici. Peccato, però, che le concessioni demaniali – care e amare – non siano mai state analogamente ridotte di 9/12 del loro importo.

Nessuno, dico nessuno – a iniziare dagli attivissimi parlamentari regionali, ma anche tra i big che mandiamo oltre stretto – che si sia mai premurato di procurare un finanziamento per porre rimedio a tutto ciò.

Finanziare i bellissimi progetti di talentuosi architetti di tutta Italia, donati alla Provincia e appesi sui muri? No, questo sarebbe troppo. Verreste meno all'ortodossia. Non sia mai. Ma almeno, grandi uomini, giusto per ricambiare il "finanziamento" che i cittadini vi attribuiscono da sempre per consentire una vita agiata a voi e ai vostri figli e nipoti, che ne pensate di finanziare tre o quattrocento massi al solo fine di evitare danni all'intera infrastruttura e agli investimenti di quei "gallinacei" che qualcuno si ostina a definire chiamare "imprenditori"?

Una prescrizione per l'uso: se un grand'uomo sintonizzato e travestito da Babbo Natale (o Befana che sia), dovesse decidere di finanziare qualche opera marittima dalle nostre parti, eviti, per carità, di rivolgersi al prodigioso talento (non so chi sia, ma non c'è nessuno spirito polemico "ad personam") che ha progettato o realizzato il pontile turistico a Porto Empedocle. Si, quel pontile. Proprio quello. Quello che si è spaccato in tanti pezzetti piccoli piccoli attualmente ricoverati in contrada Kaos in attesa dell'intervento di un amatore – robivecchi che lo prelevi per venderlo all'asta, magari come i pezzetti del muro di Berlino.


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Comments  

  1. #2 Claudio Messina
    2012-01-0413:41:50 povera Italia, povera Sicilia, POVERA AGRIGENTO…
  2. #1 roberto
    2012-01-0400:52:17 Pecato, un altro treno perso, o forse, "una nave andtata via", idee belle, ma solo fumo negli occhi riservati a qualche culture delle cose belle, fatte per far godere glia altri ma solo nell'immagginazione, ma non si puo parlare e leggere solo di sogni altrui, e nostri che stiamo sempre a guardare il mare e bedere un altro tereno che se ne va' ops pensavo da un'altra nave.

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