VEN, 19 LUGLIO 2019

tribunale Archivi - infoAgrigento.it

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Altra condanna a Marino per diffamazione a Catanzaro dal tribunale di Palermo

Dopo la sentenza civile del tribunale di Agrigento dello scorso maggio con cui l’ex assessore regionale Nicoló Marino è stato condannato a risarcire per diffamazione Catanzaro con 45 mila euro, arriva oggi il dispositivo del tribunale del capoluogo siciliano con cui il magistrato viene condannato anche in sede penale. Ma la querelle sembra non finire qui: altre iniziative giudiziarie sono al vaglio dell’autorità giudiziaria di Perugia dove non è ancora

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Licata, condanne al processo Ouster

A seguito delle recenti condanne inflitte a seguito del processo cosiddetto Ouster, che ha visto coraggiosamente testimoniare in aula imprenditori contro i propri estortori, arriva il commento dell’associazione antiracket agrigentina. “Quello di oggi – si legge in una nota di LiberoFuturo Agrigento, associazione antiracket dedicata a Libero Grassi – è un giorno importante per la nostra collettività: la sentenza del processo cosiddetto “Ouster” testimonia ancora una volta che è risultata

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Mafia, arrestato Gioacchino Middioni. Oggi il primo interrogatorio

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Agrigento, insieme ai colleghi della Stazione di Campobello di Licata, hanno eseguito il provvedimento di custodia cautelare in carcere a carico di Angelo Gioacchino Middioni, 38 anni, già noto alle forze dell’ordine, bracciante agricolo campobellese. Il provvedimento, è stato emesso dal Gip del Tribunale di Palermo, Lorenzo Matassa, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Fici, della Procura Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Palermo.

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Inchiesta Fondazione Pirandello, Zambuto interrogato dal GUP

Il Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto sotto processo per abuso di ufficio e falso, nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Pirandello, è stato interrogato ieri in udienza dal Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Il primo cittadino, si sarebbe difeso spiegando l’attribuzione degli incarichi e sulla condotta tenuta in quel periodo. In particolare, Zambuto ha dichiarato: “Il finanziamento per la Sagra del Mandorlo in Fiore era arrivato con forte ritardo e

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Omicidi di mafia, ergastoli a Fragapane e Focoso

Due ergastoli, tre condanne totali ed un’assoluzione; è questo l’esito del processo di secondo grado denominato “Grillo”, il quale è stato celebrato dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Palermo contro presunti esponenti di Cosa Nostra agrigentina accusati di aver avuto un ruolo in qualcosa come 12 omicidi e 6 tentati omicidi perpetrati negli anni scorsi nel contesto di una sanguinosa guerra di mafia. Il carcere a vita è

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Lampedusa, scontro a distanza tra Di Natale ed Enrico Letta

E’ scoppiata una polemica a distanza tra il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, ed il Procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale. Casus belli, è l’inchiesta per immigrazione clandestina per i quali sono indagati i sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre scorso a Lampedusa, il quale una settimana fa ha causato più di 300 vittime. Sul punto, pochi giorni fa in una conferenza stampa tenuta presso il

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Lampedusa, fermato lo scafista del barcone della morte -FOTO

Si chiama Ben Salem Khaled, 35 anni, tunisino, la persona fermata questa mattina con l’accusa di essere lo scafista del barcone della morte inabissatosi giovedì scorso a largo di Lampedusa, provocando più di 300 vittime. Lo scafista era ancora a piede libero, all’interno del CIPE dell’isola delle Pelagie, riconosciuto dagli stessi sopravvissuti dalla sciagura, i quali lo hanno indicato come “white man”, uomo bianco, visto che insieme al suo complice, anch’egli

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Mafia, confiscati i beni di Arturo Messina

I giudici della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento hanno disposto la confisca dei beni appartenuti ad Arturo Messina, boss di Villaseta, deceduto nel 2008 a causa di una grave malattia. I beni, erano già sotto sequestro da circa tre anni; il provvedimento riguarda, nello specifico, conti correnti, terreni, fabbricati e un’avviata attività aziendale. Arturo Messina, appartenente per l’appunto alla storica famiglia di cosa nostra di Agrigento/Villaseta, era